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giovedì 25 febbraio 2010

Google Italia - Ambasciator non porta pena

Un paio di volte l'anno l'Italia fa capolino sulle prime pagine dei media americani. Oggi e' successo con la sentenza di condanna dei dirigenti di Google Italia per la questione del video del ragazzo handicappato tormentato dai compagni di classe.
I paragoni con la censura cinese si stanno francamente sprecando, ma rimane il fatto che questa e' una sentenza stupida che potrebbe creare un brutto precedente europeo per la liberta' di espresione.
Chiedere a Google o a Facebook di assicurarsi che centinaia di milioni di post giornaliri rispettino qualsiasi tipo di direttiva etica o morale e' non solo tecnicamente impossibile ma potenzialmenete molto pericoloso.
Paragonerei la sentenza dei magistrati milanesi ad una assurdita' tipo condannare la Telecom per telefonate minatorie.
Nel caso del telefono come del socaial networking su internet, il mesaggero non conosce il contenuto del messaggio.

giovedì 1 ottobre 2009

La Cina Comunista compie 60 anni

Con la consueta parata di truppe, carri armati e missili di lunga gittata, oggi il governo Cinese ha celabrato il sessantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese.

Le parate militari sono forse una delle poche cose rimaste invariate in 60 anni di governo del Partito Comunista Cinese.

Leggevo ieri, che in Cina ci sono oggi piu' investitori in borsa che membri del partito comunista.
Il miracolo economico Cinese, ed il generale miglioramento del tenore di vita del paese piu' popoloso al mondo, si scontra pero' con continue violazioni dei diritti umani, distruzioni ambientali e repressione delle liberta' individuali e civili.
Cosa penserebbe Mao Zedong della sua "Rivoluzione" 60 anni dopo?
Personalmete credo che l'occidente dovrebbe tapparsi un po' meno il naso ed aprire un po' piu' la bocca nei confronti della dittatura Cinese.

mercoledì 9 settembre 2009

Classifica della Competitivita' Economica Globale

Ieri il World Economic Forum ha pubblicato l'edizione 2009-2010 della graduatoria dei paesi piu' competitivi dal punto di vista economico.
La graduatoria e' stilata in base ad un indice formato da svariate variabili economiche, tra queste:
Istituzioni, Infrastrutture, Stabilità Macroeconomica, Sanità e Istruzione Primaria, Istruzione Superiore e Formazione, Efficienza del Mercato dei Beni e Servizi, Efficienza del Mercato del Lavoro, Sviluppo del Mercato Finanziario, Infrastrutture Tecnologiche, Dimensioni del Mercato, Sviluppo Aziendale e Innovazione.
Ecco la classifica dei primi 50 paesi (si vede malino, ho salvato un'immagina da excel):


Per l'intera lista ed approfondimenti dal WEF cliccate qui.

Un paio di commenti veloci.
Gli USA lasciano il primo posto della graduatoria alla Svizzera, soprattutto a causa della crisi del sistema finanziario.

La Cina sale dalla 30esia alla 29esima posizione a dispetto delle rigidita' politiche, ma grazie alla sua capacita' produttiva ed innovativa.

L'Italia sale dal 49esimo ad un poco prestigioso 48esimo posto frenata soprattutto dalle rigidita' del mercato del lavoro (117esima su 138 paesi per efficienza del mercato del lavoro) , corruzione e crimine (97esima) e indebitamento pubblico (128esimo).

L'India tra i nuovi giganti economici si piazza solo 49esimo a testimonianza del fatto che gran parte dello sviluppo economico degli ultimi anni non raggiunge grossissime fette della popolazione.

La Russia infine cede 12 posizioni e cade al 63esimo posto e senza girare troppo attorno alla questione per il riemergere di preoccupanti tendenze dittatoriali che sopprimono la liberta' individuale ed economica.

mercoledì 2 settembre 2009

Sulla Borsa Cinese e sulla ripresa economica in Cina

In questi giorni stavo ossevando la borsa cinese.
Dall'ottobre 2007 all'inizio del 2008 la borsa ha perso circa il 70% del suo valore, per poi recuperare quasi meta' del terreno perduto.
Un mesetto fa l'indice azionario di Shangai ha invertito nuovamente la rotta perdendo un 15%.



Beh volevo scrivere tutto un post su come la borsa cinese sia un ottimo mercato da osservare e su cui fare delle considerazioni teoriche di finanza visto che e' un mercato praticamente chiuso ad investimenti stranieri.
Quando sono venuto qui per scrivere il post mi sono accorto che avevo gia' scritto un articolo sulla borsa cinese nel maggio 2007.
Nell'articolo avevo previsto il collasso della borsa di Shangai, che sarebbe arrivato da li a qualche mese, con un buon anno in anticipo rispetto alle altre borse mondiali.
Direi che allora questo post e' per darmi una pacca sulle spalle e per rimandarvi all'articolo precedente per ricordare come si creano delle "bolle speculative".
Personalmente credo che la presente correzione del mercato cinese continuera' ancora per un po', per una serie di ragioni tra loro concatenate.
1- il recupero dell'economia cinese non e' cosi' forte come dicono i numeri ufficiali del governo cinese
2- che la ripresa cinese e' soprattutto generata dallo stimolo pubblico (bravi i cinesi niente da dire)
3- ma lo stimolo cinese e' stato piu' efficace di quello di altri paesi perche' il governo ha pieno controllo del sistema bancario ed ha detto alle banche di elargire credito a destra e a manca e di fare prestiti ad aziende per quasi un trilione di dollari.
4- il problemino e' che si specula che circa meta' dei soldi prestati dalle banche siano poi finiti
nuovamente nel mercato azionario ed immobiliare ri-gonfiando la bolla speculativa

Credo che i cinesi riceveranno una bella sorpresina nei prossimi mesi.

martedì 28 luglio 2009

G2

La defizione di G2 l'ho rubata da Giacomo, in un commento lasciato a proposito di un mio post sul G8 dell'Acquila.

Potremmo definire G2 gli incontri che in questi giorni si stanno svolgendo a Washington tra una delegazione diplomatica cinese ed il governo americano.
I lavori, aperti ieri da Barack Obama, sono incentrati su temi di natura economica e sono la testimonianza di quello che e' il nuovo equilibrio mondiale.
La Cina al momento sta uscendo politicamente (se non economicamente) rafforzata da questa crisi economica e si trova ora nella posizione di parlare "alla pari" con gli Stati Uniti.

Questa prerogativa gli viene data dal fatto che la Cina al momento sta finanziando il governo americano.
Come sottoineato in varie occasioni, gli USA stanno spendendo cifre spropositate nel tentativo di uscire da questa crisi economica.
Per raccogliere tali cifre devono emettere buoni del tesoro a tutto spiano., basti pensare che quest'anno il NUOVO deficit pubblico USA dovrebbe sfiorare i 2 trilioni di dollari.
Tra i pochi acquirenti di tali titoli di stato c'e' proprio il governo cinese, che oggi detiene gia' quasi un trilione di BOT targati USA.

Aveo gia' descritto la relazione di interdipendenza tra Cina e USA come una relazione drogato-pusher.
La Cina ha bisogno dell'america come mercato di sbocco.
L'America ha bisogno delal Cina per sostenere il proprio tenore di vita.

La Cina a questo punto pero' sta alzando la voce perche' sa' che l'America al momento ha piu' bisogno della Cina che non viceversa. Tra l'altro i cinesi iniziano ad aver paura che questi titoli di stato USA ben presto perderano di valore visto che sono letteralemnte sovraprodotti, ovvero inflazionati.

Mentre i G2 discutono sulle sorti della loro relazione di co-dipendenza sarebbe un buon momento per il resto del mondo per pensare ad alternative a questo modello bipolare che si va delineando.
Ma non possiamo aspettare tanta lungimiranza dai politici.

lunedì 20 luglio 2009

Effetto Serra, il dilemma Indiano e Cinese

In questi giorni Hilary Clinton, ministro degli esteri USA, sta facendo un viaggio di alcuni giorni in India per rinsaldare i rapporti con uno dei due giganti economici emergenti.
L'altro gigante, la Cina, l'aveva gia' visitato in Febbraio come primo viaggio ufficiale.

Tra i moltissimi temi da affrontare con Cina ed India vi e' sicuramente quello della diminuzione dei gas serra, ora che l'America targata Obama vuole schierarsi in prima fila nella lotta al riscaldamento globale.
Questo discorso va al di la' delle mie convinzioni sul riscaldamento globale, e si spinge su temi strettamente economici e di equilibri geopolitici .

Quello che accomuna India e Cina e' che sono dei pesi enormi e potenzialmente ingovernabili, dove la classe dirigente e' legittimata da recenti miglioramenti generalizzati del tenore di vita.

Questo trend di crescita economica sta avvenendo a discapito della conservazione ambientale ed e' alimentato da un utilizzo massiccio di materie prime. Basti pensare che in Cina viene aperta una nuova centrale a carbone ogni settimana.

Ecco che allora il combattere l'effetto serra crea un difficile intersecarsi di interessi che convergono tutti verso Cina ed India.
Da un lato senza queste due economie ogni sforzo dei paesi industrializzati di tagliere emissioni viene vanificato dall'espansione dei paesi asiatici.
Dall'altro questi paesi asiatici non sono ancora pienamente sviluppati da un punto di vista economico e non vogliono accettare alcun taglio alle emissioni di CO2 per non vedere diminuito il loro ritmo di sviluppo.
India e Cina pero', per quanto poco interessante al taglio di emissioni, dovranno prima o poi affrontare l'emergenza dello sviluppo "sporco" visto ceh parti del paese (soprattutto in Cina) stanno letteralmente soffocando tra inquinamento di tutti i tipi.
Una possibile quarta dimensione di questo dilemma, e' che l'occidente tramite restrizioni sulle emissioni vorrebbe probabilmente rallentare la crescita economica di questi paesi che stanno a questo punto competendo con USA ed Europa per l'approvigionamento di materie prime e l'utilizzo di risorse.

In questo contesto ieri il ministro dell'ambiente Indiano ha fatto una sonora pernacchia ad Hilary dicendo che l'India non e' disposta a farsi imporre limiti al livello dei gas serra che emessi.
Questo e' un messaggio che Indiani e Cinesi avevano gia' comunicato ai potenti del mondo al G8 dell'Acquila.
Tutto cio' non promette bene in vista del vertice di Copenhagen in Dicembre dove si dovra' trovare un accordo che vada oltre il protocolo di Kyoto.

martedì 3 marzo 2009

Giappone

In questo gioni nei media americani si e' sentito molto parlare del Giappone.
Vuoi perche' e' stata la prima visita ufficiale di un capo di stato alla casa bianca targata Obama. Vuoi forse perche' la crisi finanziaria USA di questo periodo e' spesso paragonata alla crisi degli anno '90 in Giappone.
Fatto sta che, almeno per me, il Giappone e' un paese che da molti anni e' passato abbastaza inosservato.
A guardare bene invece il paese del sol levante vanta dei primati non indifferenti.
E' la nazione con il secondo PIL piu' alto al mondo dopo gli Stati Uniti. Ha il piu' grande produttore al mondo di automobili (Toyota) e di prodotti elettronici (Panasonic); ed in generale e' uno dei piu' potenti motori economici e di ricerca e sviluppo al mondo.
Si e' sentito parlare moto del Giappone come uno spauracchio nelgi anni '80 per poi diventare una non-storia, pur rimanendo una potenza economica di primo calibro.
Chissa’ forse la Cina seguira’ le orme del Giappone ediventera’ una non-storia tra qualche anno.
Una cosa e’ interessante da notare pero’, per la prima volta nella storia il ministro degli esteri americani ha fatto il viaggio inaugurale in estremo oriente e non in Europa.
Credo che il messaggio che l’amministrazione Obama ha voluto dare al mondo sia che l’equilibrio economico mondiale si sia spostato sull’asse pacifica da quella atlantica; e che il Giappone e’ il miglior parter per l’america in quella parte del mondo.
Insomma pacche sulle spalle al “dimenticato” Giappone che si e’ beccato un paio di bombe atomiche dagli USA una 60ina di anni fa’; qualcosa da tenere in mente per quelli che tra noi speculano sul futuro del mondo con la memoria e la vista dei pesci rossi.

giovedì 25 ottobre 2007

Un secolo di Comunismo in 4 bullet points

Sintetizzando la discussione qui sotto direi che abbiamo imparato (anche dai bocciati e dai rimandati a settembre) che:
- La dottrina Marxista ha avuto il grande pregio di stimolare il cambiamento dei sistemi capitalistici verso la socialdemocrazia
- Esperimenti di applicare il sistema marxista/comunista su larga scala per governare intere nazioni e’ sempre fallito
- Tale fallimento si puo’ in parte ricondurre all’errore di forzare ogni aspetto della societa’ ad obbedire a dei dogmi filosofici, di qui l’inevitabile trasformazione del comunismo (e della teocrazia) in sistemi dittatoriali
- Un altro importante aspetto per il fallimento dei regimi comunisti e’ che i principi fondamentali sono basati su concetti economici antiquati (necessita di ampie forze lavoro) resi obsoleti da sviluppi tecnologici e sociali

Mi aspettavo un po’ di piu’ dal fior fiore di filosofi e politicanti che leggono questo blog ma direi che la soluzione raggiunta mi sopra “in equilibrio”.

La cosa interessante da osservare e’ che dalla disgregazione dei paesi comunist (Russia, Cina) sta uscendo un capitalismo di fine ‘800, un sistema di dittatura/oligarchia capitalista con la propensione di accumulare ricchezze nelle mani di pochi fortunati ed opprimere le masse. La cosa ridicola e’ che il marxismo era nato proprio per contrastare tale modello.

venerdì 19 ottobre 2007

Compagni in Roll Royce - Perche’ il Comunismo non funziona?

In questi giorni si sta svolgendo in Cina il diciassettesimo congresso del partito comunista. Un evento molto importante che si svolge ogni cinque anni e dal quale dovrebbero emergere le direttive per il futuro del colosso asiatico.
Penso che in queste ore i delegati del partito unico stiano facendo una certa difficolta’ a conciliare il profilo ideologico della riunione con la realta’ della Cina odierna.
Sicuramente cinque anni fa nessun delegato e’ arrivato in Roll Royce come ha invece fatto ieri la compagna Chen Ailian. Segno questo di una Cina che sta cambiando rapidamente ma che e’ ancora governata da un sistema sulla carta comunista.
Mi piacerebbe aprire un dibattito su questo blog sul comunismo e su come nessun regime ispirato a tali idea sia riuscito a sopravvivere all’ideologia fondatrice.
Tutti i regimi comunisti della storia hanno infatti prodotto poverta’ e miseria per le loro nazioni e l’unico modo di mantenere da parte della classe dirigente e’ stato dare aperture verso il libero mercato.
E’ allora il comunismo una teoria filosofica che puo trovare spazio solo sui libri?
Ed e’ il capitalismo l’unico sistema che puo dare stabilita’ e benessere?

Temi chiaramente provocatori per vedere se escono allo scoperto i lettori che non commentano mai ;-)

venerdì 22 giugno 2007

Cosa rallenterà la locomotiva cinese?

Un paio di mesi fa negli Stati Uniti si e’ verificata la morte di numerosi animali domestici che avevano mangiato una particolare marca di cibo per cani.
L’indagine della FDA ha stabilito che la causa di queste morti era un pesticida illegale negli USA da 20 anni. Il pesticida si trovava in del glutine (?) importato dalla Cina.

Questo caso ha scatenato l’FDA che vuole capire se prodotti alimentari destinati agli umani presentavano lo stesso rischio. Non sono ancora stati trovati spaghetti alla soia con lo stesso pesticida, ma nel frattempo stanno emergendo come i funghi altri casi di cibo contaminato che dalla Cina arriva sulle tavole degli americani. I mie due esempi preferiti: i gamberi allevati nelle fogne e i funghi seccati riciclando i fumi di scappamento di generatori a gasolio.

E’ notizia di ieri che sono stati rimossi dagli scaffali dei centri commerciali americani dei trenini di legno per bambini (vedi foto) pitturati con vernice al piombo, illegale da dieci anni da queste parti, e provenienti chiaramente dalla Cina.

Altra notizia di queste settimane che ha trovato spazio anche nei media italiani, e’ che sono stati scoperte fabbriche in Cina dove i lavoratori erano ridotte in schiavitù.

Ecco allora che a rallentare la locomotiva dell’economia cinese saranno proprio quelle regole umanitarie e sanitarie che hanno reso cosi’ caro il costo del lavoro in occidente.
Certo questo fenomeno non avverrà in poche settimane ma la combinazione tra i lavoratori cinesi che vorranno migliori standard di vita ed i consumatori occidentali che pretenderanno di capire cosa c’e’ dietro ad un prodotto a buon mercato proveniente dalla Cina, possono essere una formidabile combinazione.

martedì 22 maggio 2007

Borsa Cinese ad un passo dal collasso (e lezioncina di finanza)

Presto (in termini macroeconomici, potrebbe essere 1 giorno o 1 anno) la borsa di Shanghai ricevera' una bella ridimensionata. Un declino che quantificherei tra il 40 e il 60% cioe' in parole povere chi investe nel mercato azionario Cinese verdra' dimezzato il proprio capitale nel giro di qualche mese.
C'e' un detto tra i banchieri di Wall Street che tradotto in italiano piu' o meno dice: "quando il portinaio ti chiede che azioni comprare, e' il momento di vendere tutto!"
Il detto riassume fior fior di studi sulla psicologia dei mercati che in parole dicono che i piccoli risparmiatori tendono ad entrano nel mercato troppo tardi, sull'onda emotiva dei mass-media che strombazzano guadagni record, ed uscire troppo tardi nell'ingenua speranza di recuperare le perdite iniziali.
Un classico esempio di tutto cio' e' quel che e' successo alle aziende internet le famose "dot com" tra il 1998 e il 2001.
Qui sotto e' riportato il grafico del NASDAQ (che raccoglie molte aziende del settore tecnologico).

Come si puo' vedere dal 1998 (linea rossa) all'inizio del 2000 l'indice e' triplicato fino a sfiorare quota 5000. Per poi collassare per quasi tre anni perdendo tutto cio' che aveva guadagnato nei sei anni precedenti (e non e' colpa dell'11 Settembre!) .
Quando il mercato azionario non funzionava piu' la gente ha iniziato ad investire nel mattone; qui sotto viene riportato l'indice dei prezzi delle case in america dal 1995 ad oggi, notare l'impennata dal 2000

... dove andra' il prezzo del mattone nei prossimi 3 anni su su su??! ... io scommettrei di no! ...

Ma sono gia' fuori tema. Volevo semplicemente riportare la notizia che in Cina la gente si sta ipotecando la casa per investire nel mercato azionaio che "non si ferma mai".
Cosa scrivevo sopra sulla psicologia dei mercati?
A mio avviso presto milioni di cinesi riceveranno una lezione accelerata di capitalismo perdendo un bel gruzzoletto di soldi (che molti non hanno visto che si stanno indebitando).
Sara' un 2001? o sara' un 1930 (la grande depressione in America), ai posteri l'aurdua sentenza.
A voi invece una rapida occhiata al grafico della borsa Cinese negli ultimi 5 anni? ... vi ricorda qualcosa?


giovedì 26 aprile 2007

Aborti al nono mese e sterilizzazioni forzate per le donne Cinesi

Poco tempo per scrivere in questi giorni ma volevo riportare una notizia agghiacciante che ho sentito alla radio l’altro giorno.
QUI il link
In Cina i soliti “burocrati locali” hanno tra le loro responsabilità anche quella di mantenere il tasso di nascita sotto un certo livello. Come bravi venditori devono ricorrere ad ogni mezzo per raggiungere i loro obiettivi.
Nell’era della comunicazione globale iniziano a filtrare notizie di sterilizzazioni forzate e di aborti forzati all’ottavo e nono mese di gravidanza.
Se avete la possibilita’ ascoltate il reportage seguendo il link sopra; le testimonianze di alcune delle vittimi mi hanno scosso. Stanze di ospedali piene di donne al punto di partorire a cui viene iniettato un mix di farmaci per indurre la nascita di un feto morto.

Hey ma alla fin fine chissenefrega di tutta sta panzana dei diritti umani finche' possiamo usufruire della loro manodopera e dei loro prodotti a poco prezzo!

domenica 25 marzo 2007

3 miliardi di dollari per la propaganda cinese

Purtroppo questa settimana non ho proprio avuto tempo per scrivere quindi mi limito a fare il "compitino" aggiungendo un qualcosina all'utimo articolo scritto.
Secondo questo articolo la Cina avrebbe messo a budget per il 2007, tre miliardi di dollari per propaganda internazionale.
I soldi dovrebbero andare ad organizzazioni internazionali "amiche" che dovrebbero aiutare la Cine a costruire una immagine positiva in giro per il mondo.
Quindi riesaminando lo stesso parallelismo della settimana scorsa ... i Cinesi sono veramente piu' bravi dei russi ... invece di assassinare i giornalisti dissidenti ed essere sputtanati sulle prime pagine di tutti i giornali del mondo ... i Cinesi hanno intenzione di fare in modo che solo immagini positive del paese dittatoriale arrivino alle orecchie dell'occidente.

venerdì 16 marzo 2007

Cina; la tensione tra comunismo e capitalismo

L'articolo non ha fatto molto rumore ne in Italia ne negli stati uniti qui sotto riporto i link in due articoli nei due paesi.

QUI articolo Italiano
QUI articolo USA

La notizia dietro la notizia e' che la Repubblica Popolare Cinese, che sta sperimentando un tremendo sviluppo capitalistico, deve mantenere una facciata comunista.
La legge in se stabilisce che lo stato possiede la terra su cui e' costruita qualsiasi struttura ma i cittadini possono acquisire diritti sulle strutture costruite sopra questa terra per 70 anni.
La legge chiaramente rappresenta un compromesso tra proprieta' privata e principi comunsti. Questa legge dovrebbe favorire la nuova ricca classe urbana (che ha fortemente voluto la legge) ma ancora una volta non aiuta i contadini per cui la terra e' ancora di proprieta' dello stato e che sono alla balia dei delegati locali del partito comunista.
La miscela di violazione dei diritti umani, diminuzione del welfare, impoverimento dei piu' e l'emergere di una ricca classe urbana sta creando un'oligarchia politico-economica che fa invidia ai vicini Russi che dopo un primavera semi-democratica sono ben avviati sulla stessa strada.
Ai cinesi non servono nemmeno i panini al polonio 14 per far tacere ogni critica!