A due anni dalla storica asciesa di Barack Obama a presidente degli Stati Uniti - e alla vigilia delle elezioni di medio-termine - le azioni di San Barack sembrano in netta discesa.
Circa il 40% degli americani pensa che il presidente stia facendo un buon lavoro nel governare il Paese.
Barack e' sicuramente stato sfortunato nell'ereditare una delle peggiori crisi economiche del dopoguerra. E' anche colpevole di "over-promising" - aver promesso profondi cambiamenti che nei fatti non si sono (ancora?) materializzati.
Il vero problema pero' a mio avviso - come aveo accennato ai tempi della campagna elettorale- e' che il carismatico professore di legge non riesce a connettere in maniera profonda con il popolo americano.
La sua area professoriale e messianica lo fa sentire lontano dai problemi delle 'americano medio.
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venerdì 29 ottobre 2010
martedì 2 dicembre 2008
Obama - portera' veramente "Change"?
Blog dormiente frutto di un periodo lavorativo e privato veramente intenso.Mi accorgo di non avere dedicato nemmeno un post alla vittoria elettorale di Obama e allo storico segnale di cambiamento che sta portando sulla scena politica statunitense e mondiale.
Lo dico subito, credo che il buon Barack le abbia azzeccate quasi tutte fino ad ora, ed io, come molti americani, sono completamente perso nella luna di miele con il leader "abbronzato" (per dirlo con le parole del Berlusca).
Ma una pagliuzza nell'occhio del salvatore della patria la dobbiamo assolutamente trovare, non sia solo per riempire qualche riga di questo Blog.
Obama ha fatto del cambiamento un tormentone elettorale e l'elettorato americano stanco di otto disastrosi anni di politica Neo-Con lo ha premiato con una sonate vittoria.
Che Obama riesca o meno a portare il cambiamento promesso e' quasi irrilevante di fronte all'energia sprigionata dall'idea stessa del cambiamento (questa l'ho capita solo io).
Se guardiamo bene alle prime decisione prese dal "soon-to-be president" questo grosso cambiamento non lo si vede.
Una sfilza di clintoniani tra le prime e le seconde file dei ministri e addirittura un uomo di Bush lasciato alla guida del Pentagono.
Obama si e' poi sbilanciato nel dire che alcune delle proposte fatte in campagna elettorale potrebbero slittare con i tempi; leggi il ritiro dall'Iraq in 16 mesi e l'abolizione immediata degli sgravi fiscali per i piu' ricchi.
Ma come si dice da queste parti, non lasciamoci rovinare quest'incredibile fiaba da degli squallidi dati di fatto.
martedì 15 aprile 2008
Elezioni italiane viste da quaggiu'
Senza grosse pretese se non quella di vedere le cose “da quaggiu’” volevo condividere un paio di riflessioni sui risultati delle elezioni politiche in Italia.
1) L’idea del bipartitismo e’ piu’ radicata di quanto credessi
2) La gente ha accusato la sinistra radicale del fallimento del governo Prodi e la destra vince piu’ per la logica di alternanza e malcontento con il governo Prodi che non per meriti propri
1) L’idea del bipartitismo e’ piu’ radicata di quanto credessi
- I pochi voti raccolti da liste non allineate con Berlusconi o Veltroni ne sono, a mio avviso, la conferma
- Bertinotti ha fatto molto male ma anche Casini non ne esce granche’ bene per non parlare poi de “la destra” e dei vari partiti minori
- La divisione ideologica del paese rimane pressoche’ invariata dalle elezioni precedenti e la “base” dei partiti e’ sempre la stessa:
- FI+AN nel 2006 raccolgono il 36% dei consensi il PL nel 2008 il 37%
- L’Ulivo nel 2006 al 31% il PD oggi al 33%
2) La gente ha accusato la sinistra radicale del fallimento del governo Prodi e la destra vince piu’ per la logica di alternanza e malcontento con il governo Prodi che non per meriti propri
- Il PD esce dalla elezioni come un progetto che regge (votato da un italiano su tre)
- Bertinotti e i vari partiti a sinistra del PD hanno preso una mazzata clamorosaproprio perche' accusati della caduta di Prodi e perche' non ritenuti un vero segnale di cambiamento
- La Lega e’ sicuramente la piu’ grande storia di queste elezioni ... vi sono molte sfaccettature in questa storia ma io la interpreterei come un Vaffanculo a questa Italia malandata e malandrina
- Gli elettori del Nord hanno avuto la possibilita’ di esprimere il proprio dissenso verso la situazione generale del nostro Paese attraverso un voto tutto sommato utile
- Il mandato dato alla Lega e’ di cambiare le cose “da dentro”. Quello che ha aiutato la Lega e’ stato il fatto di essere parte della coalizione che si presumeva andasse a governare il Paese ma allo stesso tempo rappresentava una forza per il cambiamento dello status quo. In altre parole non vedo nel voto per la Lega una vera e propria spinta secessionista ma sicuramente una voglia di mettere “il fuoco al culo” alla classe dirigente del nostro Paese
- Vedo un po’ la Laga come il naturale sbocco degli elettori di destra settentrionali che voglionoi mandare MODERATAMENTE a fanculo il sistema ... quasi un richiamo al movimento trasversale promosso da Grillo (altro personaggio che usa usa espressioni colorite alla Bossi)
- Chi esce, a mio avviso, molto insoddisfatto da queste elezioni sono proprio i Vaffanculari di sinistra e del meridione che non hanno potuto trovare uno sbocco per la propria insofferenza generalizzata con il sistema italia. Quel voto di sfiducia al sistema non e’ andato ne’ alla sinistra ne’ alla destra estrema ma e’ in parte riflesso nel crescente astensionismo (came ampiamente discusso nel blog “gemello”)
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martedì 1 aprile 2008
Limitare il numero dei mandati parlamentari
Nel marasma pre-elettorale del bel paese mi sento di avanzare una semplice proposta che permetterebbe, a mio avviso, di far funzionare molto meglio la nostra disgraziata nazione.
Si tratta semplicemente di limitare a tre (o due?) i mandati parlamentari che un individuo puo’ ricevere. Quindi semplicemente dire che dopo tre volte che una persona e’ stata eletta alla camera o al senato deve mettersi da parte e lasciare posto ad altri.
Questa proposta sulla carta veramente semplice darebbe a mio avviso grandissimi benefici al paese. Cerco di elencarne qualcuno:
- I parlamentari sarebbero incentivati a far durare il governo per l’intera legislatura
- Permetterebbe a nuove facce e a nuove idee di farsi strada ai “piani alti” del palazzo
- Stimolerebbe per lo meno i parlamentari uscenti a fare delle scelte coraggiose e non semplicemente allinearsi alle scelte di partito per essere rimesso in lista alle successive elezioni
- Inviterebbe i politici ad essere piu’ vicini al mondo produttivo visto che non avranno la prospettiva tutti di fare i politici a vita
Ho pensato a questa proposta per dieci minuti e sinceramente credo che se ci spendessi un po’ piu’ di tempo potrei pensare ad altri benefit portati da una classe dirigente “forzata” al ricircolo. Sinceramente non vedo alcun grosso lato negativo di questa idea, in un paese che ha disperato bisogno di cambiamento e dove tutti dicono che rappresentano il nuovo, si continuano a vedere le solite vecchie facce in giro ... e allora forza imponiamoci con la forza lo svecchiamento!
Si tratta semplicemente di limitare a tre (o due?) i mandati parlamentari che un individuo puo’ ricevere. Quindi semplicemente dire che dopo tre volte che una persona e’ stata eletta alla camera o al senato deve mettersi da parte e lasciare posto ad altri.
Questa proposta sulla carta veramente semplice darebbe a mio avviso grandissimi benefici al paese. Cerco di elencarne qualcuno:
- I parlamentari sarebbero incentivati a far durare il governo per l’intera legislatura
- Permetterebbe a nuove facce e a nuove idee di farsi strada ai “piani alti” del palazzo
- Stimolerebbe per lo meno i parlamentari uscenti a fare delle scelte coraggiose e non semplicemente allinearsi alle scelte di partito per essere rimesso in lista alle successive elezioni
- Inviterebbe i politici ad essere piu’ vicini al mondo produttivo visto che non avranno la prospettiva tutti di fare i politici a vita
Ho pensato a questa proposta per dieci minuti e sinceramente credo che se ci spendessi un po’ piu’ di tempo potrei pensare ad altri benefit portati da una classe dirigente “forzata” al ricircolo. Sinceramente non vedo alcun grosso lato negativo di questa idea, in un paese che ha disperato bisogno di cambiamento e dove tutti dicono che rappresentano il nuovo, si continuano a vedere le solite vecchie facce in giro ... e allora forza imponiamoci con la forza lo svecchiamento!
lunedì 7 maggio 2007
Elezioni Francesi e la ristrutturazione della Socialdemocrazia
La Francia ieri ha eletto presidente con un buon margine di voti il candidato di destra Nicolas Sarkozy. Sarkozy e’ stato premiato per una serie di coraggiose prese di posizione. Fa effetto sentire arrivare dal paese cha ha dato per anni ospitalità ai brigatisti rossi frasi del tipo: “Seppelliamo il ‘68” o “dobbiamo lavora piu’ duramente”.
L’elezione di Sarkozy metta il dito nella piaga della socialdemocrazia europea.
Per sgombrare il campo da ogni equivoco mi preme dire che credo fermamente nel welfare all’europea come bilancia tra gli eccessi capitalistici e le spinte comuniste. Credo pero' altrettanto fermamente che tale modello abbia raggiunto degli eccessi non giustificabili dalla situazione demografica ed economica odierna.
Come sempre tra il dire e il fare c’e’ di mezzo un insidioso mare, staremo quindi a vedere se Sarkozy riuscirà ad attuare la sua agenda politica. Nel frattempo credo che il presidente francese abbia gia' ottenuto una grande vittoria avendo il coraggio di portarle alla luce del sole argomenti scomodi e scottanti e non nascondersi dietro una retorica ormai stantia ed ammuffita.
L’elezione di Sarkozy metta il dito nella piaga della socialdemocrazia europea.
Per sgombrare il campo da ogni equivoco mi preme dire che credo fermamente nel welfare all’europea come bilancia tra gli eccessi capitalistici e le spinte comuniste. Credo pero' altrettanto fermamente che tale modello abbia raggiunto degli eccessi non giustificabili dalla situazione demografica ed economica odierna.
La Francia che e’ stata pioniera nella socialdemocrazia oggi ha la lungimiranza di capire che il modello deve essere ristrutturato per poter ancora funzionare
Il “salario garantito” non fa piu’ tanta gola a chi vuole l’auto veloce e la TV al plasma. Mentre si fa gola, ma e’ irraggiungibile, per chi incendia le automobili nelle periferie degradate.
La pensione a 60 anni aveva senso nel 1960 quando l'aspettativa di vita era 65 anni , meno oggi che l'erta' e' salita a oltre 75 anni.
Come sempre tra il dire e il fare c’e’ di mezzo un insidioso mare, staremo quindi a vedere se Sarkozy riuscirà ad attuare la sua agenda politica. Nel frattempo credo che il presidente francese abbia gia' ottenuto una grande vittoria avendo il coraggio di portarle alla luce del sole argomenti scomodi e scottanti e non nascondersi dietro una retorica ormai stantia ed ammuffita.
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