giovedì 1 aprile 2010
Riforma Sanitaria - una vittoria incompleta - ma pur sempre una vittoria
Una riforma che lascia dei grandi punti interrogativi, appena avro' un po' di tempo ne spieghero' i limiti, ma sicuramente un importantissima vittoria sociale che vale la pena celebrare!
mercoledì 5 agosto 2009
Sanita' USA ferma agli anni '50
Torno sul tema della riforma sanitaria, che e' uno degli argomenti economici e politici piu' scottanti del momento negli USA.Aveo gia' scritto di come uno dei difetti fondamentali del sistema attuale, sia il fatto che i medici sono incentivati ad ordinare test e medicinali spesso inutili.
Un'altro aspetto peculiare della sanita' locale e' che gran parte di coloro che hanno l'assicurazione medica la ottengono tramite il loro datore di lavoro.
Questo presenta indubbi vantaggi per coloro che hanno questo benefit.
Uno de maggiori vantaggi e' il costo del premio assicurativo sovvenzionato solitamente all'80% dal datore di lavoro e per il restante 20% "affogato" tra le varie tasse e detrazioni delal busta paga.
Questo diventa per il lavoratore e la sua famiglia un costo non visibile, creando l'impressione che l'assicurazione mediaca sia piu' o meno gratuita.
L'altro grande vantaggio di essere in un'assicurazione di gruppo (cosi' viene chiamata l'assicurazione ottenuta tramite il lavoro) e' quello di non ricevere alcuno scrutinio sulle condizioni mediche al momento dell'assicurazione.
Chi ha visto il film Sicko di Michael Moore, sa che negli USA puo' succedere che le assicurazioni mediche possono rifiutarsi di assicurare persone che hanno avuto dei seri problemi di salute, per evitare in questo modo possibili perdite.
Questi ed altri vantaggi di ricevere l'assicurazione medica tramite il datore di lavoro sono un retaggio dell'america degli anni '50 e '60, di quando il padre di famiglia trovava un lavoro a 20 anni e se lo teneva fino alla pensione.
E' l'America della General Motors, che purtroppo non esiste piu'. Lo scenario di oggi e' quello di lavori che durano qualche anno, di prestazioni free-lance e di espeienze imprenditoriali.
Il sistema alla General Motor pero' funziona ancora bene per il 62% delle famiglie americane (in calo dal 70% del 19987), per cui il datore di lavoro sovvenziona l'assicurazione medica.
E' allora difficile portare dei fondamentali cambiamenti al sistema quando da un lato lo status-quo funziona per la maggior parte delle famiglie americane, e dall'altro cambiare lo status-quo vuol dire andare contro gli interessi delle potenti lobby sanitarie.
Credo che questo sia il territorio dove Obama si giochera' il successo o l'insuccesso del suo primo mandato presidenziale.
mercoledì 22 luglio 2009
Sanita' USA e il perverso sistema di incentivi
Se volete una rinfrescatina su come funziona la sanita' da queste parti e sulla mia ricetta per migliorarla potete leggere un mio post di ben due anni fa.
Non si capisce bene perche' i politici di Washington non riescono a trovare un accordo su una degli aspetti piu' paradossali dell'economia piu' sviluppata al mondo .
Gran parte del dibattito politico ed economico si concentra attorno al ruolo delle compagnie di assicurazione sanitaria, ritenute le artefici del sistema sanitario piu' caro al mondo, che pero' non garantisce cure a 50 milioni di americani.
Pochi sembrano pero' capire che questo e' il classico dilemma dell'uovo e della gallina.
Il costo delle assicurazioni e' in gran parte stabilito dal costo delle prestazioni sanitarie.
I veri soggetti fuori controllo sono i medici, gli ospedali ed industrie farmaceutiche.
Nelal maggior parte dei casi i Madici negli USA operano in maniera indipendente dalle assicurazioni e, da un punto di vista strettamente microeconomico, hanno un sistema di incentivi opposti rispetto alle assicurazioni.
Case farmaceutiche ed ospedali privati hanno come obiettivo primario quello di massimizzare le loro entrate vendendo piu' medicinali, piu' analisi, piu' interventi, piu' visite specialistiche.
I medici si trovano ad essere il tramite degli interessi di ospedali e case farmaceutiche e si ingrassano per bene ordinando esami ed interventi spesso inutili e pillole a tutto spiano.
Il paziente e' gratificato dall'attenzione specialistica ricevuta o, per lo meno, crede che cio' che gli ordina il medico sia la cosa giusta per rimettersi in salute.
In tutto cio' l'assicurazione sanitaria si trova a dover pagare il conto di visite, analisi, medicinali ed interventi. Tale conto in continua ascesa viene poi rigirato a tutti gli assicurati sotto forma di premi assicurativi piu' alti.
Chiaro che questo non e' l'unico problema del sistema sanitario statunitense, ma come sempre dico, spesso bisogna seguire la scia dei soldi per trovare la risposta ad un problema .... "follow the money".
Medici ed ospedali in questo sistema sono quelli che hanno il potere di "stampare soldi".
lunedì 9 luglio 2007
Sicko di Michael Moore, Visto da Quaggiù
Nel fine settimana sono andato a vedere il film “Sicko” di Michael Moore. Avevo ripromesso a Giacomo mesi addietro di dare una mia prospettiva sul documentario.Devo dire che la visione del documentario lascia veramente di stucco e Moore riesce a trasmettere la necessita' e l’urgenza di avere un servizio sanitario universale negli stati uniti d’america.
Il documentario è scioccante e commovente, anche se a mente fredda ci sono un paio di “trucchi del mestiere” che si possono rimproverare al bravo Moore.
Il paragone tra sistema sanitario e stile di vita negli USA ed in Europa è fatto un po’ in stile “mele contro pere”. La famiglia “media” francese mostrata nel film e’ una famiglia di professionisti che vive in centro a Parigi in un appartamento di 140 Mq. La famiglia americana che si dibatte tra i debiti accumulati per le cure mediche, vive in uno sgabuzzino a casa dei figli.
A parte questo ed altri passaggi dove Moore calca un po’ la mano, e’ innegabile che il regista riesce a centrare l’obiettivo primario del documentario che e’ quello di far capire agli americani l’importanza di un sistema sanitario universale.
Su questo discorso avevo scritto un post un mesetto fa dove sottolineavo l'urgenza di una sanita' per tutti ma dove evidenziavo come la soluzione USA passerà per una riforma del sistema delle assicurazioni private e non sfocerà in un sistema “socialdemocratico” all’europea.
Non ho molto da aggiungere a punti discussi nel post precedente, quindi voglio chiudere con un altro paio di "note a margine" al documentario di Moore.
Il primo appunto riguarda il tema centrale del lavoro di Moore da “Bowling for Columbine”, e cioe’ che l’apparato politico-mediatico vuole tenere i cittadini americani sotto un costante clima di paura per meglio tenere il popolo “in fila”. Personalmente credo che questa sia una teoria valida ma un po’ troppo “forzata” per questo particolare tema. Credo che sul discorso sanitario le forze piu’ rilevanti siano quelle del capitalismo sfrenato e che la pressione politico-mediatica sia esercitata su altri temi.
L’altro punto invece che devo assolutamente riconoscere a Moore e’ che questo documentario e’ disegnato per un’audience bipartizan. Il Moore di "Fahrenheit 911" e dei documentari precedenti non esitava a rincorrere per la strada politici ed capi d’azienda attaccandoli con toni spesso aggressivi. Durante le elezioni presidenziali del 2004 questa strategia si e’ rivelata un boomerang esacerbando la divisione destra-sinistra e ponendo le parole di Moore alla pari di quelle di qualche “pappagallo” di partito.
In Sicko vedo un tentativo di Moore di addolcire i toni ed instaurare un discorso che parli al cuore e non solo al cervello degli americani, istigando anche a tratti un senso di vergogna per come vanno le cose e di invidia nei confronti del vecchio continente.
In conclusione bisogna riconoscere a Moore di aver fatto centro ancora una volta evidenziando uno dei problemi piu' scottanti della societa' a stelle e strisce.
martedì 5 giugno 2007
Stati Uniti verso un servizio sanitario per tutti ma non verso la sanità pubblica
In questi giorni da queste parti si parla molto di “Universal Healthcare” cioe’ di una copertura sanitaria per tutti gli americani. L’idea non e’ nuova ed e’ stata ventilata, soprattutto dai presidenti del partito democratico, piu’ volte dalla seconda guerra mondiale fino a Bill Clinton ma non e’ mai riuscita a decollare (anche quando il parlamento era in mano Democratica).
Quasi tutti i candidati Democratici alla presidenza strombazzano che faranno una riforma sanitaria seguendo un modello “Europeo, ma le proposte piu’ innovative e concrete sembrano venire da due governatori Repubblicani.
Il sistema “Europeo” proprio in Europa sta mostrando delle crepe; Olanda, Inghilterra e Svezia stanno inserendo elementi di concorrenza privata cercando di innalzare il livello del servizio della sanità pubblica. Per fare un esempio piu’ vicino agli USA, in Canada, dove sa sempre c’e’ un sistema sanitario nazionale di tipo europeo, chi se lo puo’ permettere viene a curarsi negli USA (come i ricconi da qualsiasi altro angolo del mondo).
In soldoni queste leggi forzerebbero i cittadini ad avere l’assicurazione medica (come uno e' obbligato ad avere l'assicurazione auto), rendendola al contempo piu’ a portata di mano per tutti. Per i piu’ poveri il governo statale si accollerebbe il 100% della spesa dell’assicurazione, questa percentuale scenderebbe al crescere del reddito. In piu’ le imprese sarebbero obbligate a finanziare parte dell’assicurazione per i dipendenti. Infine le assicurazioni non potrebbero negare la copertura a nessuno e (in teoria) dovrebbero anche abbassare i prezzi visto che avrebbero molti piu' clienti a disposizione.
Non avendo studiato i dettagli del sistema mi riservo di abbracciarlo cosi’ su due piedi, certo che questo sembrerebbe un modo di salvare “capra e cavoli”.
Le grosse imprese assicurative si arricchirebbero raddoppiando il numero degli assicurati (vero scopo della legge dei repubblicani temo), ma allo stesso tempo si garantirebbe la sanita’ a tutti senza smantellare il sistema attuale e soprattutto senza che lo stato si accolli il 100% della spesa.