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venerdì 17 luglio 2009

Wall Street - business as usual

Si sta chiudendo un'ottima settimana per Wall Street, con i maggiori indici che probabilmente registreranno un rialzo di circa il 7% (mentre vi scrivo il mercato e' ancora aperto).

La borsa americana e' stata "energizzata" dai risultati delle banche d'affari Goldman Sachs e JP Morgan che questa settimana hanno riportato risultati trimestrali che hanno superato ogni aspettativa degli analisti.

Goldman da Aprile a Giugno ha guadagnato 3.44 Miliardi di Dollari, o piu' di un milardo di dollari al mese. Si tratta del trimestre piu' redditizio nella storia della gloriosa banca d'affari.
JP Morgan si e' dovuta "accontentare" di 2.7 Miliardi di Dollari.

Goldman Sachs e JP Morgan un mesetto fa hanno anche ripagato i soldi dati dal governo USA per salvarle dall'abisso con il risultato che ora non hanno limiti su bonus e compensi dei loro dirigenti.

La dirigenza di Goldman Sacks ha annunciato che se l'anno continuera' in questo modo gli impiegati potranno aspettarsi un bonus natalizio di 900 mila dollari a testa di media. Chiaramente, in media, significa che Bobby in IT si dovra' "accontentare" di, che ne so, 50 mila dollari, mentre la dirigenza portera' a casa decine di milioni di dollari.

Personalmente non so se essere scandalizzato, invidioso o semplicemente sorpreso di questi numeri. Fatto sta' che nel bel mezzo della crisi economica piu' severa del dopoguerra questi signori riescono a far soldi a palate. Chiaramente dietro questi profitti non vi e' alcuna economia reale ma semplcemente la speculazione sul prezzo di azioni, obbligazioni, materie prime e di tutti i loro derivati.

Probabilmente dobbiamo gioire del fatto che questi risultati indicano che, da un punto di vista strettamente finanziario, il peggio della crisi economica e' passato. Quello che mi rattrista e' che probabilmente abbiamo perso la piu' ghiotta oopportunita' per riformare Wall Street.

lunedì 13 luglio 2009

Petrolio ad un anno dal massimo storico

147.55 dollari, questo e' il prezzo massimo mai raggiunto da un barile di greggio, e questo massimo storico e' stato toccato esattamente un anno fa.

Oggi il prezzo del petrolio si si aggira sui $60 dollari a barile o circa 60% in meno rispetto ad un anno fa.
Scrivevo gia' a gennaio, di come i prezzi delle materie prime siano ormai svincolati da una pura legge di domanda/offerta e siano piu' che altro un baromento del "sentimento" di Wall Street.

From Visto da Quaggiù
Allora diamo un'occhiata al grafico qui sopra, interpretandolo come una documentazione del sentimento di Wall Street, e vediamo cosa ci dice.
  • Ci dice che e' ormai da un anno che il mondo si e' reso conto di essere in una bruta rercessione
  • Ci dice che a dicembre 2008 si sono toccati i picchi del panico generale (banche che fallivano e petrolio a $32.40 al barile)
  • Ci dice che dall'inizio del'anno e fino ad un paio di settimane fa Wall Street scommetteva in una ripresa, i famosi "green shoots" (germogli verdi) annunciati da Obama
  • Che da un paio di settimane a questa parte il consenso generale e' cambiato e si e' tornato a parlare di una recessione lunga e severa.
Come parla questo grafico!

giovedì 30 aprile 2009

Wall street scommette sull'inversione di rotta dell'economia

Oggi si chiude un mese di Aprile dove politici ed investitori hanno mandato un forte messaggio che il peggio della recessione e' passato.
Barack Obama ha parlato di "verdi germogli" che si intravedono nell'economia e Wall Street tra Marzo ed Aprile ha guadagnato quasi il 20%.

Lo stillicidio di notizie di questi giorni incluso un PIL in calo e la disoccupazione in aumento, sembrano non far crolalre l'ottimismo americano.

Personalmente io mi allineo con la copertina del'Economist della setimana scorsa e credo che abbiamo appena appena iniziato a stabilizzare il paziente ma che vi sia ancora molta strada da fare prima della guarigione.

The Economist 04_25_2009

venerdì 25 maggio 2007

Wall Street o Las Vegas?

Ancora una volta rispondo nella sezione principale ai commenti di Cooper al mio post precedente.
Sul discorso finanza creativa ti do sostanzialmente ragione e la tua analisi e’ azzeccata tant’e’ che ormai c’e’ un detto da queste parti “Wall Street is the other Las Vagas” che appunto sottolinea come alcuni degli strumenti finanziari siano ormai dei veri e propri giochi d’azzardo.

Il problema e’ pero’ a mio avviso piu’ complesso e non vorrei nell’attaccare le banche d’affari e i super-ricchi di questo pianeta “buttare via il bambino con l’acqua sporca” (altro detto infelice che si usa da queste parti).

Lasciamo da parte per un attimo il giochino della finanza creativa e concentriamoci su aspetti piu’ virtuosi del capitalismo.
Per restare alla storia recente, e’ vero che c’e’ stata una bolla speculativa delle aziende internet, ma e’ anche vero che da questa bolla sono uscite svariate aziende con un business model solido che hanno cambiato il modo in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno.

Sono d’accordo con te che ci sara’ una bolla dell’energia alternativa e del “green” ma da questa bolla speriamo uscira’ la tecnologia che ci permettera’ di vivere meglio in futuro.

Queste bolle sono generate appunto dai venture capital che danno soldi a gente con un’idea.
Grazie a Dio questo succede ancora qui negli USA e sinceramente spero che continui. Qui dove vivo come ben sai HP, Apple, Google e chi piu’ ne ha piu’ ne metta sono nate nei garage di casa di persone di classe media (e spesso senza una laurea) con una visione. Se questa visione ha nel frattempo ingrassato molti finanzieri di Wall Street credo che sia parte del gioco.

Mi ero ripromesso di non fare il “tiro al piccione” all’Italia ma me le tiri un po’ fuori dalla bocca. Chi mai si e’ sognato di finanziare un ventenne che sviluppa software in un garage di Vicenza?
Come possiamo investire in innovazine in Italia, dando i soldi pubblici al CNR?

Con tutto questo non credere che io stia difendendo a spada tratta il sistema, non voglio assolutamente nascondere gravi problemi che sono gia' qui oggi, dalla svalutazione del lavoro non qualificato, alla forbice tra super ricchi e classe media.
Sto solo dicendo che come a Las Vegas anche a Wall Street il piu’ delle volte vince il banco, ma nel frattempo la maggior parte della gente si sta passando una piacevole serata.

P.S. per Giacomo: Non mi sono dimenticato la tua richiesta su Michael Moore, prometto che cerchero' di documentarmi sul suo film Sikop (non ancora uscito) e riportero' in futuro. Certo il dibattito sulla sanita' e' molto acceso da queste parti (e si ricollega ben bene con quanto scritto qui sui problemi del capitalismo).