L'altro ieri guardando in TV l'inaugurazione di Obama era palpabile nell'aria la vogli e l'aspettative di cambiamento.
Change o cambiamento e' stato lo slogan cha ha dominato due anni di campagna elettorale, e tale cambiamento si e' ufficialmente materializzato con l'inaugurazione del nuovo presidente.
A guardare bene pero' questo non e' un qualcosa ben consolidato nella tradizione Americana; e' infatti ben scritto nella costituzione che al massimo dopo otto anni l'amministrazione in carica si deve levare dai piedi.
Vi sono stati momenti storici dove gli americani non volevano un cambiamento ed hanno provato a prolungare amministrazioni precedenti, basti pensare nella storia recente all'elezione di Bush senior come delfino di Reagan, poi trombato dopo quattro anni.
Nella storia recente americana, poche volte si e' voluto voltare pagina con tanta intensita', ma ciononostante la pagina si e' sempre dovuta voltare e questo, a mio avviso, e' una delle forze fondamentali di questo sistema di governo.
Sull'onda di questo discorso torno quindi a proporre una ricetta per svecchiare la nostra amata Italia paralizzata da caste di politici e notabili inamovibili dalle loro posizioni di potere. Inseriamo dei limiti di mandato per i parlamentari, per i primi ministri, per gli amministratori locali. Cerchiamo di forzare la mano al cambiamento e allo svecchiamento, proviamo a istituzionalizzare ventate di nuove idee. Quando ho avanzato questa proposta, prima di altri concittadini ben piu' noti del sottoscritto, ho ricevuto qualche critica che sottolineava che nel cambiamento si perde anche un bagaglio di esperienza. Il mio rilancio e' che nessun bagaglio di esperienza dovrebbe frenare la forza ed il coraggio di nuove idee e magari anche l'incoscienza di provare qualcosa di nuovo.
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giovedì 22 gennaio 2009
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