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venerdì 10 luglio 2009

Berlusconi ri-legittimato dal G8

Cala il sipario sul G8, o G14, o quel che le', de L'Acquila.
Soliti grossi sorrisi e accordi di principio su come affrontare la recessione mondiale ed il riscaldamento globale. Di fatto nulla di vincolante per le parti interessate.

Credo che questi incontri servano ai potenti del mondo per conoscersi e studiarsi, e che probabilmene siano piu' importante le cena di gala che non le dichiarazioni di intenti finali.

Mi piacerebbe molto screditare l'importanza dell'aspetto sociale del G8, ma in fondo credo che "people are people" e che forse il fatto che si crei un rapporto umano tra i capi di stato possa aiutere le relazioni internazionali.

Se vediamo le cose sotto l'aspetto che anche i potenti sono umani, si inizia a comprendere la famosa foto di Obama che guarda il culo ad una ragazza, si comprende Carla Bruni che fa' un po' schiva nel paese natale per non ricordare trascorsi non proprio da first lady.
E allora mano a mano che i piccoli e grandi scheletri personali vengono fuori dall'armadio, si inizia a pedonare anche l'immagine del lezioso padrone di casa.
Si inizia a capire che il paese da operetta ha in fondo il conduttore che si merita.
Ed una volta che si assume quest'ottica, da buona tradizione italica, finisce tutto a taralluci e vino e pacche sulla spalle.
Ed i giornali internazionali fanno marcia indietro (almeno temporaneamente) sui commenti caustici verso il Cavaliere, Basti leggere l'articolo del Financial Times "Berlusconi the Stateman, not the playboy".
Insomma si chiude un G8 veramente all'Italiana ... VOGLIAMOSE BBENE!

venerdì 8 giugno 2007

Poche parole ma molti fatti

Venendo al lavoro ascoltavo come al solito NPR (National Public Radio) che e' una radio "pubblica" cioe' finanziata dagli ascoltatori dove non c'e' pubblicita' e che trasmette principalmente notizie.
Ad un certo punto hanno messo in onda un'intervista a Bono degli U2, uno dei tanti approfondimenti sul G8.
Non sono un grande estimatore delle rockstar che fanno politica e mi fa ridere che nella cornice di un incontro cosi' importante uno strimpellatore trovi spazio nei calendari dei capi di governo.
In ogni caso la cosa che mi ha fatto sorridere e' che durante i 4-5 servizi dedicati al G8 l'Italia e' stata nominata soltanto una volta e non in maniera lusinghiera.
Bono stava parlando dei suoi incontri con i vari capi di stato dove chiedeva di eliminare il debito per i paesi africani; ecco cosa ha detto riferendosi all'italia (copia-incolla dal sito di NPR che mette a disposizione online il testo e l'audio di tuti i servizi):

[Giornalista]: Can I ask if you've had a meeting with any leader at this summit that you feel is not keeping a promise there?

[Bono]: Well, we met with the Italian prime minister, Romano Prodi, and to be fair to the situation, the United States underpromised and has overdelivered; Italy overpromised and is really underdelivering.

Ok ok questo e' il mio classico tiro al piccione all'Italia ma mi fa ridere perche' mi ricorda un'esperienza personale.
Quando ho ottenuto il mio primo lavoro negli Stati Uniti sono arrivato bello carico e pieno d'energia dicendo al mio capo e ai clienti, faccio questo faccio quest'altro.
Alla prima verifica che ho avuto con il mio capo il suo consiglio e' stato proprio "underpromise and overdeliver" ... la traduzione in italiano non suona molto bene ma forse la cosa che ci si avvicina di piu' sarebbe il nostro detto "poche parole ma molti fatti".
Credo che questo sia un detto da rispolverare nel nostro paese, in quest'era di fanfaroni, dove tutti parlano, promettono e poi all'ora della verita' non succede niente.
Avete mai fatto un colloquio di lavoro dove vi veniva detto "adesso accetta questo ma tra un annetto ...."?
Avete mai chiamato un cliente per farvi pagare una fattura?
Vi hanno mai detto "ghe pensi mi'"?

... meno promesse allora ...