giovedì 29 ottobre 2009

L'economia USA sta migliorando ... Ma ... Pero' ...


Rubacchiato il grafico qui sopra dal sito della CNN.
La buna notizia e' che nel terzo quadrimestre il prodotto interno lordo USA ha registrato un aumento sostanziale.
La grossa domanda e' se questo e' sostenibile o se e' un fuoco di paglia.
Con i trilioni spesi dal governo per raddrizzare 'economia molto di quel +3.5% annuo sono soldi spesi dallo Zio Sam.
Torno a ricordare a tutti voi che un 70% dell'economia USA e' costituita dalla spesa dei consumatori.
Con un tasso di disoccupazione vicino al 10% e molti americani indebitati fino agli occhi e che hanno perso o stanno per perdere la casa, non e' facile vedere come sostenere questa ripresa.
Per oggi comunque gioiamo per un dato economico positivo.

mercoledì 28 ottobre 2009

Dove Investire nel Verde?

Una delle regole fondamentali del business e' che dove c'e' incertezza c'e' opportunita' di fare soldi. Qualcuno si ricorda del Y2K?
Molti si aspettano che la prossima espansione economica (o bolla finanziaria) sara' alimentata dal dibattito sul cambiamento climatico.
Non sorprende allora che le grandi banche d'affari abbiano piu' o meno tutte creato dei dipartimenti dedicati al cambiament climatico.
L'idea e' quella di fare dei bei sodini in consulenza, investimenti e nella compravendita dei crediti di carbonio.

Climate Change Advisors di Deutsche Bank ha recentemente pubblicato una guida ai grandi investitori del pianeta per gli investimenti "verdi". Questa guida contiene la graduatoria dei paesi dove Deutsche Bank suggerisce di investire.
In testa alla graduatria Australie a Brasile.
In fondo alla graduatoria USA ed Italia.
Tanto per sparare sul piccione l'Italia e' all'ultimo posto per via che mancano chiare regolamentazioni in materia, e quando ci sono non c'e' la sicurezza che vengano fatte rispettare.

Insomma il solito far-west del furbismo.

venerdì 9 ottobre 2009

San Barack

L'avevo gia' scritto un paio di anni fa in occasione del premio Nobel conferito ad Al Gore sull'onda del successo del documentario "Una scomoda verità".
Lo ribadisco oggi dopo l'annuncio del conferimento del premio Nobel per la Pace a Barack Obama. Mi sembra proprio che la preoccupazione principale del comitato dei Premi Nobel sia quella di fare politica.
Lo si vede molto bene soprattutto nell'attribuzione dei premi Nobel letterari e di quelli per la pace. In questo caso pero' mi sembra che il comitato abbia anche vuto un po' troppa fretta. Un premio ad un presidente USA in carica da meno di un anno che francamente non mi sembra abbia potuto dimostrare molto da un punto di vista internazionale se non belle parole.
Obama comunque dimostra ancora classe dicendo che e' lusingato del premio ma non e' sicuro di meritarlo.
Devo dire che ancora una volta sono d'accordo con lui e meno d'accordo con quanti da ormai 2 anni stanno cercando di santificare il politico di Cicago.

giovedì 1 ottobre 2009

La Cina Comunista compie 60 anni

Con la consueta parata di truppe, carri armati e missili di lunga gittata, oggi il governo Cinese ha celabrato il sessantesimo anniversario della proclamazione della Repubblica Popolare Cinese.

Le parate militari sono forse una delle poche cose rimaste invariate in 60 anni di governo del Partito Comunista Cinese.

Leggevo ieri, che in Cina ci sono oggi piu' investitori in borsa che membri del partito comunista.
Il miracolo economico Cinese, ed il generale miglioramento del tenore di vita del paese piu' popoloso al mondo, si scontra pero' con continue violazioni dei diritti umani, distruzioni ambientali e repressione delle liberta' individuali e civili.
Cosa penserebbe Mao Zedong della sua "Rivoluzione" 60 anni dopo?
Personalmete credo che l'occidente dovrebbe tapparsi un po' meno il naso ed aprire un po' piu' la bocca nei confronti della dittatura Cinese.

mercoledì 23 settembre 2009

Il volto migliore del Capitalismo e della Globalizzazione

Qui a fianco vedete una foto di un team di nerds che ha vinto un milione di dollari.
Lasciatemi de-comporre questa storia.
1 - Netflex e' un'azienda della silicon valley che offre noleggio di film via posta e streaming di films via internet.
Iniziamo a prendere appunti qui ... DVD via posta? 7 anni fa avevo proposto questo servizio a Poste Italiane, mi hanno riso in faccia visto che se i DVD non se li rubava il postino se li sarebbe rubati il vicino.
2- Netflix e' leader mondiale in questo servizio ma cerca continuamente di migliorare il proprio servizio, cerca cioe' di fare felici i propri clienti (questa non dovrebbe essere un grossissimo concetto capitalistico ma spesso ahime sfugge)
3 - Un modo per fare la vita facile ai clienti e' quello di raccomandare film che potrebbero piacere basandosi sulle abitudini di consumo dei client stessi (Data-Manining, Predictive Analythics, Targeted Marketing ... ah sti pallosi statistici)
4 - Nel tentativo di dare delle raccomandazioni sempre piu' salienti alla clientela Netflix ha deciso di lanciare un concorso aperto a chiunque riuscisse a migliorare il suo algoritmo che sceglie che film suggerire ai clienti
5 - Per fare cio' ha creato una comunita' virtuale dove ha messo in bella mostra il programma che oggi usa per generare tali raccomandazioni e ha sfidato il mondo a migliorarlo
6 - Molti nerds di buone speranze hanno iniziato a lavorare su questo problema (crowdsourcing ... e' la prossima frontiera ... dare il lavoro in pasto al mondo e vedere chi lo fa in modo piu' efficacie)
7 - Alcuni nerd hanno iniziato a allearsi, capendo che potevano portare un expertise diversa al progetto (virtual collaboration)
8 - Risultato ... i vincitori della sfida e' un team di 7 persone rappresentanti dagli U.S.A., Austria, Canada e Israele.
9 - Dopo aver lavorato assieme per 6 mesi, alcuni dei membri si sono incontrati per la prima volta questa settimana durante la cerimonia di premiazione

Che dire ... io sono cresciuto ascoltando "o' salario garantito" dei 99 posse ;-)

martedì 15 settembre 2009

Grande Panico - un anno dopo

Oggi e' primo anniversario del fallimento di Lehman Brothers, data che restera' nei libri di storia economica come l'inizio del grande panico finanziario globale scatenatosi a cavallo tra il 2008 e il 2009.
Non che le cose andassero bene nell'economia Americana prima del fatidico 15 Settembre 2008.
L'economia era gia' in recessione da mesi. Il governo era gia' intervenuto per salvare Fannie Mae e Fraddie Mac, ed aveva in qualche modo salvato Bear Stern dal collasso vendendola per quattro lire a JP Morgan.
I mormorii a Washington ed in giro per l'America era che si stava gettando denaro dei contribuenti cercando di salvare i furboni di Wall Street.
E allora l'allora governo Bush volle dare un segnale a Wall Street e al paese che non tutte le banche sarebbero state salvate dal governo lasciando fallire una delle maggiori banche d'affari al mondo.
La reazione che Henry Paulson non si aspettava, e' il panico totale che sarebbe scaturito dal fallimento di Lehman, panico che portera' a 6 mesi di paralisi della finanza e dell'economia mondiale.
Vedete, il sistema finanziario in fondo e' un giochino basato solo ed esclusivamente sulal fiducia.
Un dollaro in verta' non vale un dollaro ma e' semplicemente un pezzo di carta.
Un'azione non e' nemmeno piu' quello, e' un numero in un computer.
Cio' che fa rimanere in piedi il castello della finanza mondiale e' la fede che dietro i numeri e la carta ci sia della sostanza. Il fallimento di Lehman ha fatto tremare questa convinzione creando una susseguirsi di eventi che magri oggi ci siamo anche mezzi dimenticati ma che hanno veramente paralizzato il mondo fino ad inizio 2009.
Date un'occhita ai commenti di un mio post del settembre scorso per capire che razza di ragionamenti si facevano all'epoca.

Oggi ad un anno di distanza i ricordi si vanno sbiadendo, la borsa cresce, i banchieri si prendono i loro bonus e (forse) la recessione e' pure finita.
Credo che alla fin fine abbiamo sprecato questa crisi, che avrebbe dovuto essere usata per meglio regolamentare il sistema finanziario globale.

mercoledì 9 settembre 2009

Classifica della Competitivita' Economica Globale

Ieri il World Economic Forum ha pubblicato l'edizione 2009-2010 della graduatoria dei paesi piu' competitivi dal punto di vista economico.
La graduatoria e' stilata in base ad un indice formato da svariate variabili economiche, tra queste:
Istituzioni, Infrastrutture, Stabilità Macroeconomica, Sanità e Istruzione Primaria, Istruzione Superiore e Formazione, Efficienza del Mercato dei Beni e Servizi, Efficienza del Mercato del Lavoro, Sviluppo del Mercato Finanziario, Infrastrutture Tecnologiche, Dimensioni del Mercato, Sviluppo Aziendale e Innovazione.
Ecco la classifica dei primi 50 paesi (si vede malino, ho salvato un'immagina da excel):


Per l'intera lista ed approfondimenti dal WEF cliccate qui.

Un paio di commenti veloci.
Gli USA lasciano il primo posto della graduatoria alla Svizzera, soprattutto a causa della crisi del sistema finanziario.

La Cina sale dalla 30esia alla 29esima posizione a dispetto delle rigidita' politiche, ma grazie alla sua capacita' produttiva ed innovativa.

L'Italia sale dal 49esimo ad un poco prestigioso 48esimo posto frenata soprattutto dalle rigidita' del mercato del lavoro (117esima su 138 paesi per efficienza del mercato del lavoro) , corruzione e crimine (97esima) e indebitamento pubblico (128esimo).

L'India tra i nuovi giganti economici si piazza solo 49esimo a testimonianza del fatto che gran parte dello sviluppo economico degli ultimi anni non raggiunge grossissime fette della popolazione.

La Russia infine cede 12 posizioni e cade al 63esimo posto e senza girare troppo attorno alla questione per il riemergere di preoccupanti tendenze dittatoriali che sopprimono la liberta' individuale ed economica.

mercoledì 2 settembre 2009

Sulla Borsa Cinese e sulla ripresa economica in Cina

In questi giorni stavo ossevando la borsa cinese.
Dall'ottobre 2007 all'inizio del 2008 la borsa ha perso circa il 70% del suo valore, per poi recuperare quasi meta' del terreno perduto.
Un mesetto fa l'indice azionario di Shangai ha invertito nuovamente la rotta perdendo un 15%.



Beh volevo scrivere tutto un post su come la borsa cinese sia un ottimo mercato da osservare e su cui fare delle considerazioni teoriche di finanza visto che e' un mercato praticamente chiuso ad investimenti stranieri.
Quando sono venuto qui per scrivere il post mi sono accorto che avevo gia' scritto un articolo sulla borsa cinese nel maggio 2007.
Nell'articolo avevo previsto il collasso della borsa di Shangai, che sarebbe arrivato da li a qualche mese, con un buon anno in anticipo rispetto alle altre borse mondiali.
Direi che allora questo post e' per darmi una pacca sulle spalle e per rimandarvi all'articolo precedente per ricordare come si creano delle "bolle speculative".
Personalmente credo che la presente correzione del mercato cinese continuera' ancora per un po', per una serie di ragioni tra loro concatenate.
1- il recupero dell'economia cinese non e' cosi' forte come dicono i numeri ufficiali del governo cinese
2- che la ripresa cinese e' soprattutto generata dallo stimolo pubblico (bravi i cinesi niente da dire)
3- ma lo stimolo cinese e' stato piu' efficace di quello di altri paesi perche' il governo ha pieno controllo del sistema bancario ed ha detto alle banche di elargire credito a destra e a manca e di fare prestiti ad aziende per quasi un trilione di dollari.
4- il problemino e' che si specula che circa meta' dei soldi prestati dalle banche siano poi finiti
nuovamente nel mercato azionario ed immobiliare ri-gonfiando la bolla speculativa

Credo che i cinesi riceveranno una bella sorpresina nei prossimi mesi.

giovedì 27 agosto 2009

La sete di petrolio fa chiudere un occhio (o anche due)

Montano le polemiche per la liberazione da parte della Scozia di Abdelbaset al-Megrahi, il terrorista Libico condannato per la strage sul volo Pan Am sopra i cieli di Lockerbie.
Lasciamo stare che l'attentatore si e' fatto meno di 20 anni di carcere, la cosa che da piu' fastidio e' l'accoglienza trionfale organizzata da Muammar Gheddafi per il suo rientro in patria.
Tale accoglienza equivale ad uno schiaffo in faccia ai politici britannici (ed occidentali) che certo non volevano una gran fanfara attorno alla liberazione di uno che ha sulla coscenza 270 vite.
Il primo ministro inglese Gordon Brown se ne' uscito qualche giorno dopo la liberazione del terrorista balbettando che lui di questa faccenda non ne sapeva niente.
Altri capi di stato occidentali in questi giorni si stanno affrettando a cancellare visite in Libia per le celebrazioni del quarantesimo anniversario dell'ascesa al potere del colonnello Gheddafi.

Come sanno i miei lettori pero' mi piace sempre ricercare la notizia dietro la notizia. E guarda caso nell'Economist di un paio di settimane fa ho letto un articolo che diceva che il petrolio inglese del mare del nord si va rapidamente esaurendo.
Seppur la produzione delle piattaforme petrolifere Inglesi sia andata calando vertiginosamente negli ultimi dieci anni; il paese di sua Maesta' si trova completamente impreparato ad affrontare un digiuno di petrolio.
Collegando i puntini si inizia a capire perche' recentemente l'Inghilterra abbia insabbiato il piu' grande caso di corruzione nella sua storia che coinvolgeva guarda caso la famiglia reale saudita.
Credo che la liberazione del terrorista Libico entri anch'essa in quest'ottica di negoziazione con i paesi produttrici di petrolio per accapararsi un futuro energetico.
Come scrivevo recentemente, nessun paese occidentale e' immune da questo ricatto dei petrodittatori, ragione per cui bisogna accelerare una indipendenza energetica dal petrolio.

mercoledì 19 agosto 2009

Dove socialismo e' una brutta parola

In questi giorni in america sta facendo discutere un poster di Obama affisso in giro per il paese dai suoi aversari politici.
I commenti sono svariati e in genere si dice che questo e' un atacco di cattivo gusto verso il presidente. C'e' chi si spinge a dire che il poster ha tendenze razziste visto che la faccia di Barack e' dipinta di bianco.

Ci sarebbe molto da scrivere su come il poster di Obama-Joker, sia uno dei segnali della fine della luna di miele dell'America con il suo nuovo presidente.

La mia osservazione da europeo e' come la parola socialismo sia vista come un insulto da questa parte del pianeta.