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mercoledì 28 ottobre 2009

Dove Investire nel Verde?

Una delle regole fondamentali del business e' che dove c'e' incertezza c'e' opportunita' di fare soldi. Qualcuno si ricorda del Y2K?
Molti si aspettano che la prossima espansione economica (o bolla finanziaria) sara' alimentata dal dibattito sul cambiamento climatico.
Non sorprende allora che le grandi banche d'affari abbiano piu' o meno tutte creato dei dipartimenti dedicati al cambiament climatico.
L'idea e' quella di fare dei bei sodini in consulenza, investimenti e nella compravendita dei crediti di carbonio.

Climate Change Advisors di Deutsche Bank ha recentemente pubblicato una guida ai grandi investitori del pianeta per gli investimenti "verdi". Questa guida contiene la graduatoria dei paesi dove Deutsche Bank suggerisce di investire.
In testa alla graduatria Australie a Brasile.
In fondo alla graduatoria USA ed Italia.
Tanto per sparare sul piccione l'Italia e' all'ultimo posto per via che mancano chiare regolamentazioni in materia, e quando ci sono non c'e' la sicurezza che vengano fatte rispettare.

Insomma il solito far-west del furbismo.

lunedì 20 luglio 2009

Effetto Serra, il dilemma Indiano e Cinese

In questi giorni Hilary Clinton, ministro degli esteri USA, sta facendo un viaggio di alcuni giorni in India per rinsaldare i rapporti con uno dei due giganti economici emergenti.
L'altro gigante, la Cina, l'aveva gia' visitato in Febbraio come primo viaggio ufficiale.

Tra i moltissimi temi da affrontare con Cina ed India vi e' sicuramente quello della diminuzione dei gas serra, ora che l'America targata Obama vuole schierarsi in prima fila nella lotta al riscaldamento globale.
Questo discorso va al di la' delle mie convinzioni sul riscaldamento globale, e si spinge su temi strettamente economici e di equilibri geopolitici .

Quello che accomuna India e Cina e' che sono dei pesi enormi e potenzialmente ingovernabili, dove la classe dirigente e' legittimata da recenti miglioramenti generalizzati del tenore di vita.

Questo trend di crescita economica sta avvenendo a discapito della conservazione ambientale ed e' alimentato da un utilizzo massiccio di materie prime. Basti pensare che in Cina viene aperta una nuova centrale a carbone ogni settimana.

Ecco che allora il combattere l'effetto serra crea un difficile intersecarsi di interessi che convergono tutti verso Cina ed India.
Da un lato senza queste due economie ogni sforzo dei paesi industrializzati di tagliere emissioni viene vanificato dall'espansione dei paesi asiatici.
Dall'altro questi paesi asiatici non sono ancora pienamente sviluppati da un punto di vista economico e non vogliono accettare alcun taglio alle emissioni di CO2 per non vedere diminuito il loro ritmo di sviluppo.
India e Cina pero', per quanto poco interessante al taglio di emissioni, dovranno prima o poi affrontare l'emergenza dello sviluppo "sporco" visto ceh parti del paese (soprattutto in Cina) stanno letteralmente soffocando tra inquinamento di tutti i tipi.
Una possibile quarta dimensione di questo dilemma, e' che l'occidente tramite restrizioni sulle emissioni vorrebbe probabilmente rallentare la crescita economica di questi paesi che stanno a questo punto competendo con USA ed Europa per l'approvigionamento di materie prime e l'utilizzo di risorse.

In questo contesto ieri il ministro dell'ambiente Indiano ha fatto una sonora pernacchia ad Hilary dicendo che l'India non e' disposta a farsi imporre limiti al livello dei gas serra che emessi.
Questo e' un messaggio che Indiani e Cinesi avevano gia' comunicato ai potenti del mondo al G8 dell'Acquila.
Tutto cio' non promette bene in vista del vertice di Copenhagen in Dicembre dove si dovra' trovare un accordo che vada oltre il protocolo di Kyoto.

giovedì 28 maggio 2009

Guerra per le Risorse

Scrivevo ieri su come, in questo pianeta che sta diventando sempre piu' affolalto, il controllo delle risorse sara' un fattore chiave per i paesi che vorranno vivere "all'occidentale".

Ieri sera leggendo l'Economist mi sono imbattuto in un articolo piuttosto interessante che descrive come la Cina ed i paesi Arabi stiano comprando fattorie e terra agricola nei paesi piu' poveri del mondo come Sudan, Ethiopia e Congo.
L'articolo sostiene che negli ultimi due anni questi paesi abbiano comprato 20 milioni di ettari di terreni agricoli. Se la matematica mi assiste credo ceh 20 Milioni di ettari equivalgano a 200.000KM quadrati. Per mettere in prospettiva l'Italia misura 300.000KM quadrati.

Ho come l'impressione che i Cinesi e gli Arabi non stiano facendo beneficenza a questi paesi africani; chi vivra' vedra'.

mercoledì 27 maggio 2009

Un Mondo Affollato

Ancora uno spunto dal libro "Caldo, Piatto e Affollato" di Thomas Friedman.
La descrizione si riferisce al mondo in cui viviamo.
Caldo - a causa del riscaldamento terrestre
Piatto - a causa della globalizzazione
Affollato - visto che siamo in tanti su questo pianeta e saremo sempre di piu'

Questi tre macro-trend, argomenta Friedman, renderanno da qui a pochi anni il nostro pianeta invivibile a meno che non rivisitiamo drasticamente l'attuale modello di sviluppo economico .

Si sente spesso parlare di riscaldamento terrestre e globalizzazione, mano della bomba demografica su cui siamo seduti.

Il grafico qui sotto illustra come la popolazione mondiale dovrebbe raggiungere i 9 o addirittura i 10 miliardi di persone tra 40 anni.
Questo vuol dire che una persona della mia generazione potra' lasciare questo mondo con il doppio delle persone rispetto a quando lo ha trovato alla nascita.
Trend Popolazione Mondiale
La questione del sovraffollamento terrestre e' soprattutto una questione di risorse.
Piu' gente c'e' al mondo e piu' gente avra' bisogno di acqua, cibo, legna, carbone, petrolio e di beni di consumo.
Il grafico qui sotto (fonte Nazioni Unite) stima che a livelli tecnologici odierni il mondo puo' permettersi di sostenere circa 6 miliardi di individui che "vivacchiano" benino.
E 2 miliardi di gente che vive "all'occidentale".
Trend Popolazione Mondiale
Il "piatto" del mondo sta portando sempre piu' Cinesi, Indiani, Est Europei a vivere "all'occidentale" ... a quando la scarsezza di risorse? a quando l'implosione del sistema?

Segnali se ne sono visti prima della recessione, con il prezzo delle materie prime e dei beni agricoli andato alle stelle e proteste nei paesi poveri di migliaia di persone che non potevano permettersi il riso ed altri beni di prima necessita'.

Per produrre piu' cibo e materie prime per questa popolazione che cresce si dovranno usare sempre piu' risorse e dilapidare ancora di piu' questo nostro povero pianeta.
Inoltre, per chi crede nell'effetto dei gas serra, l'energia consumata da miliardi di individui rendera' il pianeta ancora piu' caldo.

Ho come l'impressione che questo trend demografico portera' importanti conseguenze nella nostra vita di tutti i giorni in tempi non troppo lontani.

domenica 22 giugno 2008

Ma Al Gore cresce marijuana a casa sua?


L'anno scorso quando si era venuto a sapere che Al Gore, il paladino delle cause ambientaliste, consuma piu' energia a casa sua di una piccola acciaieria si era generato un vespaio mediatico.
Gore nel 2006 ha pagato quasi $30.000 tra elettricita' e gas per la sua casa in Nashville Tennessee.
Per sgonfiare un po' lo scandalo nel 2007 Gore ha installato pannelli solari ed ha fatto altri interventi per rendere la casa eco-friendly.
E' notizia di questi giorni che nonostanti i soldi spesi per rendere la casa "verde" la bolletta dell'elettricita' di Al Gore e' aumentata del 10% invece che diminuire.
Una verita' veramente scomodaper il buon Al .. ma quello che mi incuriosisce tremendamente e' che cavolo combina a casa sua per usare 18.000 kilowatt di energia al mese!!??
La mia teoria e' che abbia piantagioni di marijuana coltivate con il metodo idroponico ... quelle lampade che simulano il sole giamaicano succhiano molta elettricita'!! ;-)

venerdì 12 ottobre 2007

A quando il Nobel per gli effetti speciali?

Oggi Al Gore completa un Grand Slam senza precedenti nella storia, un film con incassi miliardari al botteghino, oscar, megacocerto globale e premio Nobel.
Un bravo al grassottello politico del Tennesee che dopo essere stato scippato sette anni fa della Casa Bianca, ha trovato un’onda da cavalcare che gli sta dando e gli dara’ grosse soddisfazioni.
Una tirata d’orecchie invece al Comitato per il Nobel che si e’ lasciato impressionare dagli occhioni degli orsi polari e da computer-graphics apocalittiche di Manhattan sommersa dall’oceano.
Non mi e’ chiaro come con i centinaia di conflitti in corso in tutto il mondo il premio per la Pace debba andare ad un documentario dove si vede Al Gore in uno delle sue presentazioni ad effetto per cui, tra l’altro, si fa pagare $175 mila dollari ad apparizione.

La repentina ascesa di Gore a paladino dell’ecologia apre a mio avviso un capitolo nuovo nel modo di fare politica e di smuovere l’opinione pubblica. Vedo un parallelismo con il caso Grillo in Italia e inizio a credere che vi sia una strategia di aggirare i canali istituzionali ed arrivare direttamente alle masse con un messaggio iper-semplificato ed iper-drammatizzato.
Non e’ chiaro dove portera’ questo trend, se Gore correra’ per la casa bianca o se Grillo sara’ eletto in parlamento; certo e’ che negli ultimi anni abbiamo visto presentazioni taroccate (ricordate Colin Powell alle Nazioni Unite?) scatenare guerre e far vincere premi Nobel.