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giovedì 30 dicembre 2010

2010 ora di bilanci


Si chiude un 2010 con segnali di ripresa per l'economia mondiale. Anche se vi sono ancora parecchie nubi all'orizzonte (disoccupazione, debito pubblico USA, PIIGS, etc...) si puo dire che le locomotive dell'economia mondiale, con in testa la Cina, stanno tirando e che la temuta "double-dip recession" dovrebbe essere stata scongiurata almenno negli USA.
Il mercato azionario costituisce una cartina di tornasole per lo stato dell'economia, ed effettivamente nel 2010 l'aggregato delle borse azionarie mondiali (grafico in blu qui sopra) e' cresciuto oltre l'8%. 
Come si vede dal grafico l'accelerazione e' avvenuta nel quarto trimestre quando i timori di tornare in recessione si sono per lo piu dissipati.
Gli USA (linea gialla nel grafico qui sopra) hanno fatto meglio della media mondiale con l'indice S&P500 che e' cresciuto quasi del 13% quest'anno (ricordiamo comunque che i mercati sono ancora al di sotto dei picchi del 2000 e del 2007).
Passando all'Italia, purtroppo l'indice MIBtel (approssimato dalla linea arancione qui sopra) e' sceso di oltre un 15% nel 2010. Questo si somma a perdite ormai croniche della borsa italiana che negli ultimi cinque anni ha perso quasi il 40% del proprio valore (contro un S&P500 piatto nei 5 anni) e negli ultimi 10 anni ha generato un ritorno del -30% (S&P500 -4%).
Ancora una volta, se la borsa azionaria e' il barometro dell'economia, il belpaese sembra essere da tempo in acque turbolente con poche prospettive di uscirne bene.

mercoledì 9 settembre 2009

Classifica della Competitivita' Economica Globale

Ieri il World Economic Forum ha pubblicato l'edizione 2009-2010 della graduatoria dei paesi piu' competitivi dal punto di vista economico.
La graduatoria e' stilata in base ad un indice formato da svariate variabili economiche, tra queste:
Istituzioni, Infrastrutture, Stabilità Macroeconomica, Sanità e Istruzione Primaria, Istruzione Superiore e Formazione, Efficienza del Mercato dei Beni e Servizi, Efficienza del Mercato del Lavoro, Sviluppo del Mercato Finanziario, Infrastrutture Tecnologiche, Dimensioni del Mercato, Sviluppo Aziendale e Innovazione.
Ecco la classifica dei primi 50 paesi (si vede malino, ho salvato un'immagina da excel):


Per l'intera lista ed approfondimenti dal WEF cliccate qui.

Un paio di commenti veloci.
Gli USA lasciano il primo posto della graduatoria alla Svizzera, soprattutto a causa della crisi del sistema finanziario.

La Cina sale dalla 30esia alla 29esima posizione a dispetto delle rigidita' politiche, ma grazie alla sua capacita' produttiva ed innovativa.

L'Italia sale dal 49esimo ad un poco prestigioso 48esimo posto frenata soprattutto dalle rigidita' del mercato del lavoro (117esima su 138 paesi per efficienza del mercato del lavoro) , corruzione e crimine (97esima) e indebitamento pubblico (128esimo).

L'India tra i nuovi giganti economici si piazza solo 49esimo a testimonianza del fatto che gran parte dello sviluppo economico degli ultimi anni non raggiunge grossissime fette della popolazione.

La Russia infine cede 12 posizioni e cade al 63esimo posto e senza girare troppo attorno alla questione per il riemergere di preoccupanti tendenze dittatoriali che sopprimono la liberta' individuale ed economica.

martedì 28 luglio 2009

G2

La defizione di G2 l'ho rubata da Giacomo, in un commento lasciato a proposito di un mio post sul G8 dell'Acquila.

Potremmo definire G2 gli incontri che in questi giorni si stanno svolgendo a Washington tra una delegazione diplomatica cinese ed il governo americano.
I lavori, aperti ieri da Barack Obama, sono incentrati su temi di natura economica e sono la testimonianza di quello che e' il nuovo equilibrio mondiale.
La Cina al momento sta uscendo politicamente (se non economicamente) rafforzata da questa crisi economica e si trova ora nella posizione di parlare "alla pari" con gli Stati Uniti.

Questa prerogativa gli viene data dal fatto che la Cina al momento sta finanziando il governo americano.
Come sottoineato in varie occasioni, gli USA stanno spendendo cifre spropositate nel tentativo di uscire da questa crisi economica.
Per raccogliere tali cifre devono emettere buoni del tesoro a tutto spiano., basti pensare che quest'anno il NUOVO deficit pubblico USA dovrebbe sfiorare i 2 trilioni di dollari.
Tra i pochi acquirenti di tali titoli di stato c'e' proprio il governo cinese, che oggi detiene gia' quasi un trilione di BOT targati USA.

Aveo gia' descritto la relazione di interdipendenza tra Cina e USA come una relazione drogato-pusher.
La Cina ha bisogno dell'america come mercato di sbocco.
L'America ha bisogno delal Cina per sostenere il proprio tenore di vita.

La Cina a questo punto pero' sta alzando la voce perche' sa' che l'America al momento ha piu' bisogno della Cina che non viceversa. Tra l'altro i cinesi iniziano ad aver paura che questi titoli di stato USA ben presto perderano di valore visto che sono letteralemnte sovraprodotti, ovvero inflazionati.

Mentre i G2 discutono sulle sorti della loro relazione di co-dipendenza sarebbe un buon momento per il resto del mondo per pensare ad alternative a questo modello bipolare che si va delineando.
Ma non possiamo aspettare tanta lungimiranza dai politici.

giovedì 25 giugno 2009

Finanziamento Saudita di Al Qaeda



Scrivevo qualche settimana fa di come la famiglia reale Saudita per decenni abbia usato i petrodollari (occidentali) per finanziare la diffusione di una visione radicale dell'Islam.
Tale strategia e' responsabile del regredire di gran parte del mondo mussulmano a modelli sociali e politici medioevali.
In queti giorni sto seguendo con interesse una storia che ha tutti i risvolti di un romanzo di spionaggio.
Per una sintesi della storia in italano ecco il link al quotidiano Bliz (quotidiano personalmente mai sentito ma ai miei tempi Blitz era un altro tipo di giornale!).
In soldoni gli avvocati dell'associazione delle vittime dell'11 settembre sembrano siano riusciti a dimostrare che la famiglia reale saudita finanziava (o finanzia?) Al Qaeda.
Il link non dovrebbe essere troppo difficile da provare visto che la "dirigenza" di Al-Qaeda, in primis Osama, sono "notabili" sauditi.
La parte piu' interessante del giallo pero', e' come una fonte anonima dei servizi segreti americani abbia consegnato all'associazione dei familiari delle vittime dell'11 settembre un dossier super segreto che documenta queste connivenze.
Il ministero della giustizia americana ha ordinato la distruzione di questo dossier e l'ha dichiarato come prova inammissibile nell'eventuale processo per le responsabilita' delle morti dell'11 settembre.
Questo sta chiaramente sollevando sospetti ed ire negli Stati Uniti, dove il governo sembra piu' preoccupato a non imbarazzare l'Arabia Saudita che a ricercare la verita' sulla tanto strombazzata guerra al terrorismo.
Questa e' un'altra distorsione della dipendenza occidentale dal petrolio medio-orientale dove, per assicurarci l'approvigionamento di greggio, bisogna chiudere gli occhi e tapparsi il naso su chi stiamo a dare i nostri soldi.
Da questo punto di vista non c'e' differenza tra l'amministrazione Bush e quella Obama, visti nelle foto qui sopra rispettivamente baciare ed inchinarsi davanti al sovrano saudita.

martedì 3 marzo 2009

Giappone

In questo gioni nei media americani si e' sentito molto parlare del Giappone.
Vuoi perche' e' stata la prima visita ufficiale di un capo di stato alla casa bianca targata Obama. Vuoi forse perche' la crisi finanziaria USA di questo periodo e' spesso paragonata alla crisi degli anno '90 in Giappone.
Fatto sta che, almeno per me, il Giappone e' un paese che da molti anni e' passato abbastaza inosservato.
A guardare bene invece il paese del sol levante vanta dei primati non indifferenti.
E' la nazione con il secondo PIL piu' alto al mondo dopo gli Stati Uniti. Ha il piu' grande produttore al mondo di automobili (Toyota) e di prodotti elettronici (Panasonic); ed in generale e' uno dei piu' potenti motori economici e di ricerca e sviluppo al mondo.
Si e' sentito parlare moto del Giappone come uno spauracchio nelgi anni '80 per poi diventare una non-storia, pur rimanendo una potenza economica di primo calibro.
Chissa’ forse la Cina seguira’ le orme del Giappone ediventera’ una non-storia tra qualche anno.
Una cosa e’ interessante da notare pero’, per la prima volta nella storia il ministro degli esteri americani ha fatto il viaggio inaugurale in estremo oriente e non in Europa.
Credo che il messaggio che l’amministrazione Obama ha voluto dare al mondo sia che l’equilibrio economico mondiale si sia spostato sull’asse pacifica da quella atlantica; e che il Giappone e’ il miglior parter per l’america in quella parte del mondo.
Insomma pacche sulle spalle al “dimenticato” Giappone che si e’ beccato un paio di bombe atomiche dagli USA una 60ina di anni fa’; qualcosa da tenere in mente per quelli che tra noi speculano sul futuro del mondo con la memoria e la vista dei pesci rossi.

venerdì 30 novembre 2007

Buona Festa d'inverno a tutti!

Come al solito ho poco tempo per scrivere, ma volevo riflettere sugli eccessi della politically correctness che vedo come un fattore fondamentale nell’implosione della societa’ occidentale. Questo e’ un tema che ho gia’ affrontato in passato; ma in questi giorni in cui in Sudan si chiede la condanna a morte per il nome di un peluche, qui neglui USA si sta facendo piazza pulita di tutto cio’ che puo’ vagamente ricordare gli aspetti religiosi del natale.



La stessa parola Natela (Christmas) che in inglese e’ derivata dalla parola “Cristo” e’ stata praticamente eradicata dal vocabolario delle grandi aziende e sostituito con acronimi come “Stagione delle Vacanze” e “Festa dell’Inverno”.
Questi strazi non fanno prima pagina da nessuna parte ma pur essendo all’estremo opposto del talebanismo mussulmano finiscono proprio per fare il gioco degli estremisti religionsi (di tutti i colori) creando una sociata’ artificialmente asettica dove nessuno ha piu' il coraggio di scagliarsi contro il prosetilismo religioso dei gruppi piu’ estremi.