giovedì 2 agosto 2007

Putin e le sue camicie nere

Non e’ un mistero che il presidente russo Vladimir Putin non si sia mai dimenticato dei metodi imparati in anni di militanza nel KGB.
Dopo una breve parentesi pseudo-democratica la Russia negli ultimi anni sta lentamente ma inesorabilmente tornando ad essere una dittatura.

Dall’assassinio dei critici all’aggressiva politica estera, Putin sta mostrando i muscoli del colosso sovietico rinvigorito dalle immense ricchezze petrolifere.

La forma di governo in Russia oggi assomiglia ad una dittatura di destra che rievoca il passato della “grande Russia”.

Un nuovo tassello nella costruzione di una dittatura in stile fascista è stata la creazione di un movimento giovanile fedele al governo che può occuparsi di qualche “lavoretto sporco”.
Il movimento Nashi creato nel 2005 si è reso responsabile di intimidazioni nei confronti dell’opposizione, del lancio di feci contro l’ambasciata britannica a Mosca e di altri incidenti di piazza di questo tipo. Le autorità russe chiudono un occhio verso gli incidenti generati da questo gruppo di giovani, mentre le manifestazioni pro-democrazia sono spesso disperse dalla polizia.

L’ultima trovata del Nashi e’ stato un festival estivo dove gli organizzatori invitavano i partecipanti a fare sesso per “riprodurre la razza Russa”.
Uhm cose del genere le abbiamo gia’ sentite cinquanta anni fa ... speriamo in bene...

giovedì 26 luglio 2007

Solo in America - Fare causa per un ingresso gratis in discoteca

Ecco la seconda puntata della serie "Solo in America" dove esploro le manie piu' demenziali di questo paese.

Oggi voglio parlare delle cause civili che qui sono una vera e propria piaga sociale. Il paese e' cosi' litigioso che per alcune persone "ti faccio causa" e' diventata una frase di uso omune. Il tutto e' alimentato da avvocati azzeccagarbugli che imbastiscono la causa gratuitamente ma si tengono una buona fetta dei proventi in caso di vittoria.
L'argomento e' in verita' molto serio perche' indirettamente fa aumentare i prezzi di tutti i beni di consumo e in particolare dell'assicurazione medica (fare causa al medico in caso di errore e' solitamente molto remunerativo).

Ma lasciamo stare le implicazioni di alto livello e torniamo al tema "da ombrellone".
La notizia riportata dai media nazionali e' che in giro per l'america stanno spuntando cause civili contro locali e discoteche che offrono agevolazioni al gentil sesso.
Il classico "donna omaggio" usato in tutte le discoteche del mondo per evitare che il posto si trasformi in una voliera evidentemente non va giu' a qualche troglodita. Le cause in questine affermano che l'uomo e' discriminato nei confronti della donna per non avere le stesse opportunita'. Ecco che questo tema si inquadra in un altro dei miei temi preferiti, quello della societa' "politically correct" non discriminatoria nei confronti di neinte e nessuno, che chiaramente si trasforma in un mostro di dimensioni babeliche.
Quello che sarebbe da capire nel caso in questione e' se questa e' una complotto del movimento gay o se e' qualche tirchio della madonna che e' solamente alla ricerca di biglietti "uomo omaggio".

giovedì 19 luglio 2007

Benedetto XVI – La Chiesa ingrana la retromarcia

In poco piu’ di due anni di pontificato Papa Benedetto XVI ha mandato piccoli e grandi segnali di irrigidimento delle posizioni della Chiesa Cattolica.
Da affermazioni taglienti sull’Islam alle concessioni sulla messa in latino all’affermazione che la Chiesa Cattolica e’ l’unica vara fede cristiana.
Pur non essendo un fervente cattolico personalmente credo che il Papa stia adottando la strategia giusta, e lo dico piu’ da persona di business che da persona di fede.
Il relativismo del ventesimo secolo ha portato ad un diffuso spirito New Age, dove l’individuo sceglie a piacimento il suo credo religioso e spirituale. Personalmente mi ritrovo abbastanza in questo filone di pensiero, ma il Papa, “by definition”, ha un mestiere che e’ quello di guidare e rafforzare la Chiesa.
Spero che nessuno si offenda se faccio un’analogia di mercato, ma vedo la chiesa cattolica come un prodotto che negli anni ha perso un po’ del suo smalto e non e’ piu’ il prodotto di massa che era qualche decennio fa. Come insegna la FIAT con la nuova 500, non c’e’ niente di meglio per rivitalizzare un marchio sbiadito che attaccarsi alle radici del glorioso passato.
Credo che ingranando la retromarcia Benedetto XVI stia facendo la cosa giusta per rafforzare la chiesa nel ventunesimo secolo. Di fronte alla radicalizzazione di altre religioni (in primi l’Islam ma non solo) il Papa vuole creare una chiesa piu’ “dura e pura” ed e’ disposto a perdere per strada quelli che, come me, sono trascinati a messa solo la notte di Natale.
Come un bravo generale o un capo d’azienda Papa Ratzinger preferisce avere un’organizzazione piu’ leggera e motivata con obiettivi ben precisi, piuttosto di trascinare un carrozzone dai grandi numeri ma non pronto per la battaglia.

lunedì 9 luglio 2007

Sicko di Michael Moore, Visto da Quaggiù

Nel fine settimana sono andato a vedere il film “Sicko” di Michael Moore. Avevo ripromesso a Giacomo mesi addietro di dare una mia prospettiva sul documentario.

Devo dire che la visione del documentario lascia veramente di stucco e Moore riesce a trasmettere la necessita' e l’urgenza di avere un servizio sanitario universale negli stati uniti d’america.

Il documentario è scioccante e commovente, anche se a mente fredda ci sono un paio di “trucchi del mestiere” che si possono rimproverare al bravo Moore.

Il paragone tra sistema sanitario e stile di vita negli USA ed in Europa è fatto un po’ in stile “mele contro pere”. La famiglia “media” francese mostrata nel film e’ una famiglia di professionisti che vive in centro a Parigi in un appartamento di 140 Mq. La famiglia americana che si dibatte tra i debiti accumulati per le cure mediche, vive in uno sgabuzzino a casa dei figli.

A parte questo ed altri passaggi dove Moore calca un po’ la mano, e’ innegabile che il regista riesce a centrare l’obiettivo primario del documentario che e’ quello di far capire agli americani l’importanza di un sistema sanitario universale.

Su questo discorso avevo scritto un post un mesetto fa dove sottolineavo l'urgenza di una sanita' per tutti ma dove evidenziavo come la soluzione USA passerà per una riforma del sistema delle assicurazioni private e non sfocerà in un sistema “socialdemocratico” all’europea.

Non ho molto da aggiungere a punti discussi nel post precedente, quindi voglio chiudere con un altro paio di "note a margine" al documentario di Moore.

Il primo appunto riguarda il tema centrale del lavoro di Moore da “Bowling for Columbine”, e cioe’ che l’apparato politico-mediatico vuole tenere i cittadini americani sotto un costante clima di paura per meglio tenere il popolo “in fila”. Personalmente credo che questa sia una teoria valida ma un po’ troppo “forzata” per questo particolare tema. Credo che sul discorso sanitario le forze piu’ rilevanti siano quelle del capitalismo sfrenato e che la pressione politico-mediatica sia esercitata su altri temi.

L’altro punto invece che devo assolutamente riconoscere a Moore e’ che questo documentario e’ disegnato per un’audience bipartizan. Il Moore di "Fahrenheit 911" e dei documentari precedenti non esitava a rincorrere per la strada politici ed capi d’azienda attaccandoli con toni spesso aggressivi. Durante le elezioni presidenziali del 2004 questa strategia si e’ rivelata un boomerang esacerbando la divisione destra-sinistra e ponendo le parole di Moore alla pari di quelle di qualche “pappagallo” di partito.

In Sicko vedo un tentativo di Moore di addolcire i toni ed instaurare un discorso che parli al cuore e non solo al cervello degli americani, istigando anche a tratti un senso di vergogna per come vanno le cose e di invidia nei confronti del vecchio continente.

In conclusione bisogna riconoscere a Moore di aver fatto centro ancora una volta evidenziando uno dei problemi piu' scottanti della societa' a stelle e strisce.

martedì 3 luglio 2007

Solo in America - Rimedio per cani obesi

E’ arrivata l’estate ed e’ il momento di introdurre nel blog argomenti un po’ piu’ leggeri.

Questo e’ il primo post della rubrica “Solo in America” dove (per la gioia di Coppi) evidenzierò alcune delle manie e delle nevrosi del paese a stelle e strisce.

L’argomento di oggi e’ una delle piaghe americane ... l’obesità!

La cosa divertente e’ che dopo i vari rimedi per curare l’obesita’ negli umani e’ arrivata la pillola per risolvere i problemi di linea degli amici a quattro zampe.

L’FDA ha recentemente approvato il farmaco Slentrol prodotto dal gigante farmaceutico Pfizer per far dimagrire il miglior amico dell’uomo (cliccate il link il marketing del prodotto e' divertente).

Quello che mi chiedo e' dov'e' finita la forza di volonta'. Va bene non riuscire a dire di no ad un bel doughnut o a un cheeseburger, ma non riuscire a mettere meno PAL nella ciotola di fido e' veramente il colmo!

mercoledì 27 giugno 2007

Parlamento paralizzato e giudici che legiferano

Il titolo non si riferisce all’Italia bensi’ agli Stati Uniti.
Lo scorso novembre il partito democratico ha preso controllo della camera e del senato promettendo rapidi e importanti cambiamenti di rotta nella politica USA.
A sei mesi di distanza non e’ accaduto un gran che ed e’ mia opinione che questo non sia dettato dalla frattura tra casa bianca e parlamento ma dal gioco dei sondaggi e della politica.
Il teatrino di approvare la spesa per la guerra in Iraq includendo un piano per il ritiro delle truppe era un piccolo contentino per gli elettori. al momento non si vede all’orizzonte alcuna soluzione ai vari problemi di politica interna ed estera.

La mia sensazione e’ che i politici sia di destra che di sinistra, nel tentativo di fare contenti un po’ tutti, finiscono con paralizzare il sistema legislativo e non combinare nulla. Un’eccezione a questa regola e’ stata l’amministrazione Bush che e’ riuscita a portare avanti con determinazione la sua politica di far arricchire le industrie petrolifere e l’industria bellica.

In questa paralisi legislativa i politici delegano alle corti giudiziarie le decisioni importanti. Il trucco di tutto il sistema e’ che i giudici non vengono eletti ma nominati da burocrati che a loro volta rispondono al potere politico. Quindi i politici devono vincere i concorsi di popolarità, mentre i giudici possono fare il lavoro sporco nelle retrovie.
Addirittura i giudici della corte suprema vengono nominati a vita dal presidente USA (previa approvazione del congresso). La sfortuna sfacciata (o forse il calcolo) del clan Bush e’ stato quello di ritrovarsi con due giudici della corte suprema da sostituire nel corso del proprio mandato (ad essere obiettivi anche Clinton ne aveva messi 2). Ecco che in questi giorni si iniziano a vedere i frutti di questo lavoro. Con la maggioranza di un voto (5 a 4) la corte suprema sta a passando delle sentenza allineate con il pensiero neocon. Da restrizioni sull’aborto a limiti sul finanziamento ai politici da parte dei sindacati (di sinistra) i giudici stanno facendo in qualche mese il lavoro che in sei anni il congresso ed il presidente repubblicano non sono riusciti a fare.
O forse in termini della pallavolo, forze politiche “alzano” introducendo un caso nel sistema giudiziario, e i giudici “schiacciano” emettendo sentenze allineate con chi li ha messi nelle posizioni di potere.

venerdì 22 giugno 2007

Cosa rallenterà la locomotiva cinese?

Un paio di mesi fa negli Stati Uniti si e’ verificata la morte di numerosi animali domestici che avevano mangiato una particolare marca di cibo per cani.
L’indagine della FDA ha stabilito che la causa di queste morti era un pesticida illegale negli USA da 20 anni. Il pesticida si trovava in del glutine (?) importato dalla Cina.

Questo caso ha scatenato l’FDA che vuole capire se prodotti alimentari destinati agli umani presentavano lo stesso rischio. Non sono ancora stati trovati spaghetti alla soia con lo stesso pesticida, ma nel frattempo stanno emergendo come i funghi altri casi di cibo contaminato che dalla Cina arriva sulle tavole degli americani. I mie due esempi preferiti: i gamberi allevati nelle fogne e i funghi seccati riciclando i fumi di scappamento di generatori a gasolio.

E’ notizia di ieri che sono stati rimossi dagli scaffali dei centri commerciali americani dei trenini di legno per bambini (vedi foto) pitturati con vernice al piombo, illegale da dieci anni da queste parti, e provenienti chiaramente dalla Cina.

Altra notizia di queste settimane che ha trovato spazio anche nei media italiani, e’ che sono stati scoperte fabbriche in Cina dove i lavoratori erano ridotte in schiavitù.

Ecco allora che a rallentare la locomotiva dell’economia cinese saranno proprio quelle regole umanitarie e sanitarie che hanno reso cosi’ caro il costo del lavoro in occidente.
Certo questo fenomeno non avverrà in poche settimane ma la combinazione tra i lavoratori cinesi che vorranno migliori standard di vita ed i consumatori occidentali che pretenderanno di capire cosa c’e’ dietro ad un prodotto a buon mercato proveniente dalla Cina, possono essere una formidabile combinazione.

giovedì 14 giugno 2007

Arabia Saudita, il motore del fondamentalismo Islamico

L’Arabia Saudita e’ una monarchia basata su principi tribali e su di una stretta interpretazione dell’islam. Le continue violazioni dei diritti umani, soprattutto i diritti della donna, che accadono giornalmente nel paese musulmano, raramente suscitano reazioni in occidente.

L’Arabia Saudita e’ direttamente o indirettamente responsabile di quasi tutti gli attentati terroristici di matrice islamica avvenuti nel mondo; vuoi perche’ materialmente compiuti dai propri cittadini (11 Settembre), vuoi perche’ opera di fondamentalisti educati nelle Madrasse di tutto il mondo che sono finanziate appunto dal governo Saudita.

Questi fatti sono piu’ o meno noti ma il paese musulmano non sembra pagare alcuna conseguenze politica o economica per il proprio operato. Il motivo principale dell’impunita’ saudita e’ il fatto che sotto il sedere dei principini ci sono i piu’ grandi giacimenti petroliferi al mondo. Ma a differenza dell’Iraq e dell’Iran che hanno usato petrodollari per fomentare guerre regionali, l’Arabia Saudita usa i propri ingenti capitali per comprare immunità dall'opinione publica internazionale.

La pubblicizzata amicizia tra la famiglia Bush ed i principi sauditi e’ solo la punta dell’iceberg delle relazioni politico-economiche della famiglia reale saudita che ha legami d'affari in tutto l'occidente..
Ma la cosa a mio avviso piu' interessante e' che i “duri e puri” dell’Islam che utilizzano quasi un quarto del prodotto interno lordo per finanziare le scuole craniche e le moschee di tutto il mondo, sembrano avere uno forte interesse verso i diabolici media occidentali.

I principi sauditi sono il terzo azionista di ews Corporation, il conglomerato di Rupert Murdock che arriva nelle case di tutto il mondo con I suoi canali satellitari, film, ecc.

Ma ha forti interessi anche in Walt Disney, che per la cronaca non pubblica solo favole per ragazzini ma gestisce canali televisivi dell’importanza di ABC, ESPN e produce film e show televisivi del calibro di Lost, Desperate Housewives, ecc…

Ecco spiegato come l’Arabia Saudita sia il vero motore della diffuzione del fondamentalismo (e del terrorismo) islamico nel mondo; da un lato fa di tutto per diffondere nel mondo la visione piu’ bigotta ed opprimente dell’Islam, dall’altro acquista I media e la protezione politico-economica occidentali per far si che il proprio giochino non venga scoperto.

venerdì 8 giugno 2007

Poche parole ma molti fatti

Venendo al lavoro ascoltavo come al solito NPR (National Public Radio) che e' una radio "pubblica" cioe' finanziata dagli ascoltatori dove non c'e' pubblicita' e che trasmette principalmente notizie.
Ad un certo punto hanno messo in onda un'intervista a Bono degli U2, uno dei tanti approfondimenti sul G8.
Non sono un grande estimatore delle rockstar che fanno politica e mi fa ridere che nella cornice di un incontro cosi' importante uno strimpellatore trovi spazio nei calendari dei capi di governo.
In ogni caso la cosa che mi ha fatto sorridere e' che durante i 4-5 servizi dedicati al G8 l'Italia e' stata nominata soltanto una volta e non in maniera lusinghiera.
Bono stava parlando dei suoi incontri con i vari capi di stato dove chiedeva di eliminare il debito per i paesi africani; ecco cosa ha detto riferendosi all'italia (copia-incolla dal sito di NPR che mette a disposizione online il testo e l'audio di tuti i servizi):

[Giornalista]: Can I ask if you've had a meeting with any leader at this summit that you feel is not keeping a promise there?

[Bono]: Well, we met with the Italian prime minister, Romano Prodi, and to be fair to the situation, the United States underpromised and has overdelivered; Italy overpromised and is really underdelivering.

Ok ok questo e' il mio classico tiro al piccione all'Italia ma mi fa ridere perche' mi ricorda un'esperienza personale.
Quando ho ottenuto il mio primo lavoro negli Stati Uniti sono arrivato bello carico e pieno d'energia dicendo al mio capo e ai clienti, faccio questo faccio quest'altro.
Alla prima verifica che ho avuto con il mio capo il suo consiglio e' stato proprio "underpromise and overdeliver" ... la traduzione in italiano non suona molto bene ma forse la cosa che ci si avvicina di piu' sarebbe il nostro detto "poche parole ma molti fatti".
Credo che questo sia un detto da rispolverare nel nostro paese, in quest'era di fanfaroni, dove tutti parlano, promettono e poi all'ora della verita' non succede niente.
Avete mai fatto un colloquio di lavoro dove vi veniva detto "adesso accetta questo ma tra un annetto ...."?
Avete mai chiamato un cliente per farvi pagare una fattura?
Vi hanno mai detto "ghe pensi mi'"?

... meno promesse allora ...

martedì 5 giugno 2007

Stati Uniti verso un servizio sanitario per tutti ma non verso la sanità pubblica

Uno degli aspetti piu' inquietanti del vivere negli Stati Uniti e’ rappresentato dal fatto che la sanità non e’ garantita per tutti.
In questi giorni da queste parti si parla molto di “Universal Healthcare” cioe’ di una copertura sanitaria per tutti gli americani. L’idea non e’ nuova ed e’ stata ventilata, soprattutto dai presidenti del partito democratico, piu’ volte dalla seconda guerra mondiale fino a Bill Clinton ma non e’ mai riuscita a decollare (anche quando il parlamento era in mano Democratica).

Quasi tutti i candidati Democratici alla presidenza strombazzano che faranno una riforma sanitaria seguendo un modello “Europeo, ma le proposte piu’ innovative e concrete sembrano venire da due governatori Repubblicani.

Il sistema “Europeo” proprio in Europa sta mostrando delle crepe; Olanda, Inghilterra e Svezia stanno inserendo elementi di concorrenza privata cercando di innalzare il livello del servizio della sanità pubblica. Per fare un esempio piu’ vicino agli USA, in Canada, dove sa sempre c’e’ un sistema sanitario nazionale di tipo europeo, chi se lo puo’ permettere viene a curarsi negli USA (come i ricconi da qualsiasi altro angolo del mondo).

E’ scandaloso che il primo paese industrializzato al mondo non garantisca l’accesso alla sanità per tutti i propri cittadini e spero sia arrivato il momento di cambiare questa situazione; allo stesso tempo spero che la sanita' qui non si trasformi nel classico "carrozzone statale" e che vengano preservati i picchi d’eccellenza che hanno reso famosi alcuni degli ospedali di questo paese.

Una proposta di compromesso tra la sanita’ pubblica e l’attuale sistema USA basato sull’assicurazione privata, sembra proprio arrivare dalla destra (moderata). Il governatore del Massachusset ha appena passato una legge che sembra sara’ presto copiata dal nostro “Governator” californiano.

In soldoni queste leggi forzerebbero i cittadini ad avere l’assicurazione medica (come uno e' obbligato ad avere l'assicurazione auto), rendendola al contempo piu’ a portata di mano per tutti. Per i piu’ poveri il governo statale si accollerebbe il 100% della spesa dell’assicurazione, questa percentuale scenderebbe al crescere del reddito. In piu’ le imprese sarebbero obbligate a finanziare parte dell’assicurazione per i dipendenti. Infine le assicurazioni non potrebbero negare la copertura a nessuno e (in teoria) dovrebbero anche abbassare i prezzi visto che avrebbero molti piu' clienti a disposizione.

Non avendo studiato i dettagli del sistema mi riservo di abbracciarlo cosi’ su due piedi, certo che questo sembrerebbe un modo di salvare “capra e cavoli”.
Le grosse imprese assicurative si arricchirebbero raddoppiando il numero degli assicurati (vero scopo della legge dei repubblicani temo), ma allo stesso tempo si garantirebbe la sanita’ a tutti senza smantellare il sistema attuale e soprattutto senza che lo stato si accolli il 100% della spesa.