Posto qui un interessante grafico preso in prestito dagli amici di Calculated Risk.
Il grafico mostra il livello di debito pubblico come percentuale del Prodotto Interno Lordo.
La cosa preoccupante e' che L'Itala e' davanti alla Grecia come livello di debito e ben di fronte agli altri PIGS.
Il problema qui e' che se l'economia mondiale non riprende a correre la proporzione tra debito e PIL diventa sempre piu allarmante.
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giovedì 8 luglio 2010
mercoledì 5 maggio 2010
Euro, addio sogni di gloria
Sono giorni tumultuosi per l'economia mondiale, i mercati sono in attesa di capire se la Grecia riuscira' ad uscire dalla tremenda crisi monetaria creata da una scellerata politica economica. La crisi di fiducia potrebbe anche allargarsi dal debito pubblico Greco a quelli di Portogallo, Spagna ed addirittura di Italia ed Inghilterra.
Troppo presto per sapere come anddranno a finire le cose, ma certo e' che l'Euro uscira' ridimensionato da questa esperienza.
La moneta unica europea recentemente sembrava poter minacciare il dollaro come valuta di riferimento mondiale. Dai paesi arabi alla Cina, dall Russia al Sud America si stava facendo largo l'idea di adottare (anche) l'Euro come moneta per gli scambi internazionali e come riserva monetaria. In Inghilterra, a seguito della recessione globale, si era rinnovato il dibattito per abbandorare la Sterlina in favore dell'Euro.
Ma alla luce delal situazione Greca il mondo sta facendo rapidamente retromarcia, abbraccindo nuovamente il biglietto verde come moneta di riferimento mondiale.
In un mondo dove il valore di una banconota e' scollegato da ogni bene reale, la forza di una moneta si basa esclusivamente sulla sicurezza del paese che la conia.
Senza un'unita' politica Europea, o per lo meno una chiara unita' di intenti, l'Euro non potra' contrastare il prestigio del biglietto verde.
mercoledì 10 febbraio 2010
La Germania si prende cura dei maiali
Nei circoli economici si sussurra che tutti i PIGS (maiali in inglese) sono avviati sulla orme dei cugini ellenici.
PIGS e' un acronimo che si riferisce alle economie del Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. Un nomignolo carino appioppato dai simpaticoni economisti inglesi, chiaramente non fautori del business mediterraneo.
Simpatia inglese a parte, gli unici che possono (e purtoppo devono) salvare l'economia europea sono i tedeschi.
Durante la piu' severa recessione dal dopoguerra, si sta capendo il potere dell'Euro. Questo esperimento economico che lega tutti i paesi che ne fanno parto richiede una politica finanziaria coordinata tra i vari paesi dell'Eurozona. Il Governo europeo e la Banca Centrale europea sono troppo deboli per dettare la politica finanziaria ai vari paesi membri. Se uno dei paesi membri va veramente nei pasticci l'anello debole della catena puo' far crollare tutto il sistema. Ecco perche' la Germania (anello forte della catena) oggi corre a soccorrere la Grecia e domani chissa' qualche altro dei "PIGS".
Non sono convinto che questo sia pero' un modello alla lunga sostenibile e credo che chi caccia il grano dovrebbe avere qualcosa in ritorno. La Garmania in questo caso dovrebbe mettere la politica economica greca in "amministrazione controllata". Concetto chiaramente provocatorio ed inattuabile ma fondamentalmente giusto. I PIGS hanno bisogno di un "pastore" che gli mostri la strada giusta. Tappiamoci il naso e cantiamo "Deutschland uber alles".
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lunedì 21 aprile 2008
La Grecia nella corsia di sorpasso
Questo fine settimana stavo leggendo The Economist che dedica ben tre articoli all’Italia centrati soprattutto sulla vittoria di Berlusconi alle elezioni.
Il settimanale non ha mai nascosto di essere anti-berlusconiano e lo ribadisce chiaramente in questa edizione dove tra l’altro uno dei sottotitoli in copertina legge “God Save Italy”.
Invito calorosamente a leggere questo articolo dove in maniera molto concisa il settimanale evidenzias gli annosi problemi dell’italia dall’economia all’educazione.
Al di la’ del martellamento a Berlusconi e delle poco rosee prospettive per il nostro paese la cosa che trovo interessante nell'articolo e' nell' Economist in generale e' il fatto che argomenta sempre le proprie tesi con dati interessanti.
Riporto qui a lato un grafico che sintetizza i persistenti problemi economici del nostro paese, problemi che ahime sopravvivono da anni indipendentemente da chi governa il Paese.

Il settimanale non ha mai nascosto di essere anti-berlusconiano e lo ribadisce chiaramente in questa edizione dove tra l’altro uno dei sottotitoli in copertina legge “God Save Italy”.
Invito calorosamente a leggere questo articolo dove in maniera molto concisa il settimanale evidenzias gli annosi problemi dell’italia dall’economia all’educazione.
Al di la’ del martellamento a Berlusconi e delle poco rosee prospettive per il nostro paese la cosa che trovo interessante nell'articolo e' nell' Economist in generale e' il fatto che argomenta sempre le proprie tesi con dati interessanti.
Riporto qui a lato un grafico che sintetizza i persistenti problemi economici del nostro paese, problemi che ahime sopravvivono da anni indipendentemente da chi governa il Paese.
Il grafico mostra lo scostamento dalla media UE del PIL procapite a parita’ di potere d’acquisto di sei paesi dell’Unione Europea.
In parole povere mostra l’efficienza produttiva o la salute delle economie dei paesi presi in esame.
La prima cosa interessante che si deduce dal grafico e’ che nel 1997 L’Italia era seconda solo alla Germania per efficienza produttiva, e che fino al 2001 l’economia ha pressapoco retto il passo delle grandi economie europee.
Potremmo discutere per ore sull'economia pre e post 2001 ma in soldoni io credo che con l’introduzione dell’Euro la nostra economia abbia dovuto confrontarsi ad armi pari con le altre economie europee senza poter ricorrere a trucchetti quali la svalutazione della moneta per renderla artificialmente competitiva.
Il grafico mostra come dal 2001 sia iniziato un preoccupante declino del nostro PIL pro-capite e come nel 2006 l'economia Italiana sia stata superata da quella Spagnola. Il grafico stima inoltre che quest’anno dovremmo essere raggiunti dalla Grecia in termoini di PIL procapite.
Le ragioni di questo continuo declino sono da ricercarsi nella mancata attuazione di serie riforme strutturali nel nostro paese.
Per quanto non ci piaccia Berlusconi l’unica (probabilmente insensata) speranza e’ che usi la maggioranza parlamentare raggiunta per fare importanti riforme, senza le quali il Paese sara’ relegato a competere non piu’ con Germania e Francia come 10-20 anni fa', ma con potenze economiche del calibro di Grecia, Portogallo e Romania.
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